L'Italia stretta nella morsa del maltempo: fiumi esondati e città blindate per l'Epifania

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Interno Redazione Interno   -   Un impulso di maltempo di stampo decisamente invernale, il quale, dopo aver imbiancato con insolita caparbietà persino alcuni litorali romagnoli e marchigiani, continua a scaricare piogge intense su gran parte del Centro-Sud, costringendo le autorità a misure eccezionali in vista di una tregua attesa non prima di giovedì. La colonnina di mercurio, d'altro canto, è destinata a un ulteriore, brusco calo proprio in concomitanza con il passaggio della perturbazione, che lascerà il posto a un cielo più sereno ma a un freddo pungente. La situazione, per molti versi, rimane critica e sotto stretta osservazione, poiché i terreni ormai saturi non riescono ad assorbire la nuova acqua che cade copiosa.

Roma in stato di massima allerta: il Tevere e l'Aniene sotto controllo

In questo contesto, la Capitale vive un'Epifania "blindata", come l'ha definita l'amministrazione, segnata da una pioggia incessante che ha accompagnato anche la cerimonia di chiusura della Porta Santa in Vaticano. Il sindaco Roberto Gualtieri, dinanzi al persistere delle precipitazioni e al conseguente innalzamento del livello di allerta ad arancione per il Lazio, ha firmato un'ordinanza che impone la massima cautela: sono stati vietati tutti gli eventi pubblici, sono stati chiusi i parchi e le ville storiche, e hanno serrato i cancelli anche i cimiteri. Le misure, necessarie per prevenire incidenti, si sommano alla già attivata chiusura delle banchine del Tevere e al piano di monitoraggio per l'Aniene, fiume che in alcune zone periferiche, come Lunghezza e Tor Cervara, ha già rotto gli argini, allagando strade e aree limitrofe senza, per fortuna, causare vittime.

La mappa del rischio si allarga a dieci regioni

L'ondata di maltempo, tuttavia, non interessa soltanto Roma e il suo hinterland. L'allerta arancione, riservata ai fenomeni più intensi e pericolosi, riguarda anche settori del Molise, mentre un'attenzione particolare, segnalata dal codice giallo, è stata diramata per altre dieci regioni che si affacciano sull'Adriatico e sul Tirreno, dalle Marche giù giù fino alla Sicilia. In Abruzzo, per fare un esempio, a Pescara si monitorano con apprensione i sottopassi e il livello del fiume, mentre località costiere e dell'entroterra si preparano a possibili nuove frane o smottamenti. La protezione civile, dal canto suo, mantiene un presidio costante, consapevole che ogni goccia d'acqua in più può fare la differenza su un territorio già provato.

La svolta attesa dopo l'8 gennaio tra freddo e cieli più clementi

La fase perturbata, secondo le previsioni, dovrebbe esaurire la sua spinta propulsiva proprio nel corso di giovedì, quando gli ultimi rovesci, seppur ancora significativi, scivoleranno progressivamente verso il meridione. La contropartita, come spesso accade in questi casi, sarà un repentino crollo delle temperature minime, che interesserà senza distinzione il Nord, il Centro e il Sud, regalando notti di gelo e ghiaccio al primo mattino. Una volta che le nuvole si saranno diradate, lasceranno spazio a un cielo più aperto, ma anche a una colonnina di mercurio che faticherà a risalire, confermando il carattere pienamente invernale di questa irruzione d'aria fredda, una delle più intense di questo inizio d'anno.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.