Zerfaliu, entra in una casa e aggredisce un bambino: fermato, è stato ricoverato in psichiatria
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Interno
-
Il pomeriggio di un piccolo centro del Guilcier, Zerfaliu, è stato squarciato da un evento la cui violenza, per la sua stessa natura apparentemente immotivata, ha gettato nello sconcerto l’intero circondario. Un uomo, stando a quanto ricostruito dai carabinieri della compagnia di Oristano intervenuti sul posto, si è introdotto in un’abitazione privata, approfittando della porta d’ingresso lasciata socchiusa, e ha aggredito un bambino di pochi anni. Il fatto, che ha dell’incredibile per la sua audacia e ferocia, si è consumato in pochi, interminabili secondi, sotto gli occhi della sorellina della vittima, una bimba piccola che giocava con lui. I genitori, in quel momento, si trovavano in cucina per terminare il pranzo, ignari di ciò che stava accadendo a poca distanza da loro.
Secondo le prime, drammatiche testimonianze raccolte dagli inquirenti, l’aggressore, una volta all’interno, non avrebbe esitato un istante: si sarebbe scagliato contro il minore, colpendolo e tentando di portarlo via con sé. Un gesto, quello di afferrare il piccolo e cercare di allontanarsi, che inizialmente aveva fatto temere il peggio, alimentando la pista di un tentato rapimento. L’uomo, però, dopo aver scaraventato con violenza il bambino a terra, si è dato alla fuga a piedi per le vie del paese, dileguandosi. Il piccolo, in stato di choc e con diverse contusioni, è stato immediatamente preso in cura dai familiari e successivamente trasportato in ospedale per tutti gli accertamenti medici del caso.
L’allarme, scattato immediatamente, ha mobilitato i carabinieri, che hanno avviato una serrata attività di ricerca. I militari sono riusciti a rintracciare e bloccare il fuggitivo in tempi brevi, evitando che potesse allontanarsi ulteriormente. Fondamentali, nella ricostruzione della dinamica e nella comprensione delle motivazioni alla base del folle gesto, sono state le informazioni raccolte subito dopo il fermo. Dagli accertamenti svolti è emerso con chiarezza che l’uomo versava in un forte stato di alterazione mentale e che, nelle ore precedenti l’irruzione, aveva già manifestato segnali di un grave disagio psichico, uno stato confusionale che potrebbe averlo privato della capacità di intendere e di volere.




