Terrore a Bologna: marocchino aggredisce passanti, polemica sul carabiniere che lo ha fermato col taser
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Redazione Interno
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Un pomeriggio di violenza ha sconvolto ieri Bologna, trasformando una tranquilla via residenziale in un teatro di paura. Protagonista dell’aggressione, un 27enne marocchino, irregolare in Italia e con precedenti penali, che ha colpito a sangue freddo diversi passanti brandendo prima un paio di forbici, poi un coltello. L’uomo, in evidente stato di alterazione psicofisica, ha ferito due civili e due carabinieri intervenuti per placare la sua furia. Uno dei militari, dopo aver tentato invano di bloccarlo con le maniere tradizionali, ha fatto ricorso al taser, lo strumento che, attraverso scariche elettriche, immobilizza temporaneamente l’assalitore.
Eppure, anziché concentrarsi sulla gravità dei fatti o sulla rapidità dell’intervento delle forze dell’ordine, il Partito Democratico ha preferito sollevare dubbi sull’operato del carabiniere, mettendo in discussione l’uso del dispositivo. Una scelta che ha acceso ulteriormente la polemica, soprattutto considerando che, senza quell’intervento, l’aggressore avrebbe potuto mietere altre vittime. Tra i feriti, un uomo di 42 anni, accoltellato alla schiena e alle gambe mentre cercava di proteggere chi gli era accanto, è stato trasportato d’urgenza al Pronto soccorso del Maggiore.
Quella che doveva essere una domenica qualunque si è trasformata in un incubo per chi si trovava nelle vicinanze di piazza dell’Unità, nel quartiere Bolognina. L’aggressore, che secondo alcune testimonianze era in parte denudato, ha seminato il panico prima di essere neutralizzato. I precedenti dell’uomo, così come la sua situazione giuridica irregolare, sollevano interrogativi sulle dinamiche che hanno permesso a un soggetto pericoloso di rimanere in libertà. Ma mentre la magistratura indaga e ricostruisce i dettagli dell’accaduto, la politica sembra più interessata a discutere dei mezzi usati per fermarlo che della sua pericolosità.




