Aggredisce la nuora con un’ascia al Gianicolense, fermato da un carabiniere fuori servizio

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Redazione Interno Redazione Interno   -   La routine di una mattina qualunque, quella fatta del tragitto casa-scuola e del ritorno a piedi, si è trasformata in un incubo per una donna di 41 anni, aggredita in strada dal suocero ottantacinquenne. È accaduto nel quartiere Gianicolense, a Roma, dove la violenza familiare è esplosa in piena via pubblica, lasciando attoniti i pochi passanti che hanno assistito alla scena. La vittima, che pochi istanti prima aveva accompagnato i figli a scuola, è stata raggiunta dall’uomo in via di Bravetta, all’altezza del civico 26, e colpita con un’arma da taglio. I sanitari del 118, giunti tempestivamente sul posto, l’hanno trasportata in codice rosso all’ospedale San Camillo: le ferite riportate sono profonde, in particolare alla testa e alle mani, zone queste ultime che la donna avrebbe istintivamente usato per proteggersi dai fendenti.

La dinamica dell’agguato e il movente

L’aggressione, secondo quanto ricostruito dai carabinieri della stazione di Roma Bravetta e della compagnia Trastevere, non è stata affatto casuale, ma si è configurata piuttosto come un vero e proprio agguato. L’anziano, armato di una mannaia o di una piccola accetta – un attrezzo che i testimoni descrivono come simile a quelli usati per tagliare la carne – avrebbe atteso la nuora nei pressi di un esercizio commerciale, sicuro di incontrarla al suo ritorno. Nel momento in cui l’ha vista, le si sarebbe avvicinato per parlarle: un breve scambio, durante il quale le avrebbe chiesto conto delle sofferenze che, a suo dire, stava causando al figlio, forse in relazione a una crisi matrimoniale o a una separazione, dopodiché avrebbe perso totalmente il controllo, colpendola con violenza inaudita e continuando a sferrare colpi anche mentre la donna, ormai a terra, cercava riparo.

L’intervento decisivo del militare fuori servizio

A impedire che l’esito fosse ancora più tragico è stato il tempestivo intervento di un maresciallo dei carabinieri, il quale, libero dal servizio e trovandosi a transitare casualmente proprio in quel tratto di strada, non ha esitato a scagliarsi contro l’aggressore. Il militare, con prontezza e determinazione, è riuscito a immobilizzare l’ottantacinquenne, disarmandolo e bloccandolo fino all’arrivo della gazzella, scongiurando in questo modo ulteriori conseguenze per la vittima, che già giaceva in una pozza di sangue. L’anziano, le cui generalità non sono state divulgate, è stato quindi tratto in arresto con l’accusa di tentato omicidio, mentre l’arma del delitto è stata posta sotto sequestro dagli inquirenti, che ora stanno approfondendo le dinamiche familiari e i dissidi che potrebbero aver scatenato una reazione tanto spropositata.

Il quadro clinico e le indagini in corso

La donna, ricoverata in prognosi riservata ma non in pericolo di vita come hanno voluto precisare i medici del San Camillo, resta sotto osservazione: le ferite riportate, in particolare quelle alla mano, potrebbero richiedere un intervento chirurgico, ma al momento il suo quadro clinico, seppur grave, è considerato stabile. Sul fronte giudiziario, gli investigatori continuano a raccogliere testimonianze per ricostruire con esattezza i minuti antecedenti l’aggressione, cercando di delineare i contorni di una vicenda che ha radici profonde nelle pieghe di una famiglia apparentemente come tante, e che ha visto un uomo di 85 anni trasformarsi in un aggressore spietato proprio mentre la nuora, finito l’impegno scolastico con i figli, stava semplicemente facendo ritorno verso casa.

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