Roma, l’85enne che ha colpito la nuora con un’ascia fermato da un carabiniere fuori servizio

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Redazione Interno Redazione Interno   -   La dinamica dell’aggressione, avvenuta nella tarda mattinata di oggi nel quartiere Gianicolense, è stata ricostruita dagli inquirenti con un sufficiente margine di dettaglio, sebbene permangano aspetti relativi alla premeditazione che gli investigatori della compagnia Trastevere e della stazione Bravetta stanno ancora verificando. Un uomo di 85 anni, italiano, ha teso un agguato alla nuora, una donna di 41 anni, mentre questa faceva ritorno a casa dopo aver accompagnato i figli a scuola; l’anziano, che secondo le prime testimonianze avrebbe atteso la vittima nei pressi dell’incrocio tra via di Bravetta e una traversa, era armato di una mannaia, un’accetta di medie dimensioni solitamente utilizzata per il taglio della carne -2-4. Il movente, al momento, è stato ricondotto a un dissidio familiare legato alla separazione della donna dal figlio dell’aggressore: l’uomo, prima di colpire, avrebbe pronunciato frasi di accusa nei confronti della nuora, rimproverandole di causare sofferenza al marito con la loro separazione -4-6.

L’aggressione è stata particolarmente violenta e si è consumata in pochi, concitati istanti sotto gli occhi di alcuni passanti, che hanno immediatamente allertato i soccorsi. L’85enne ha sferrato diversi colpi, secondo una prima ricostruzione almeno tre o quattro, ma alcune fonti parlano di una decina di fendenti, colpendo la vittima in particolare alla testa e alle mani, quest’ultime sollevate probabilmente nel tentativo disperato di proteggersi i capo -2-6. La donna, una volta a terra e sanguinante, è apparsa in gravissime condizioni ai sanitari del 118 giunti sul posto, che ne hanno disposto il trasporto immediato in codice rosso all’ospedale San Camillo; qui i medici, dopo averle suturato le ferite più profonde, hanno reso noto che la 41enne, pur avendo riportato lesioni serie, non è in pericolo di vita, sebbene non si escluda la necessità di un intervento chirurgico riparativo a una mano -2-6.

A impedire che il bilancio potesse essere ancor più tragico è stato il tempestivo intervento di un maresciallo dei Carabinieri, libero dal servizio e in borghese, che si trovava a transitare casualmente in quella stessa via -8-10. Il sottufficiale, senza esitazione, si è scagliato contro l’anziano, riuscendo a bloccargli il braccio mentre questi stava per infliggere un ulteriore colpo, e lo ha disarmato, immobilizzandolo a terra fino all’arrivo della gazzella della stazione Bravetta, i cui militari hanno poi proceduto all’arresto -1-5. L’arma del delitto, una mannaia con la lama ancora macchiata di sangue, è stata sequestrata, mentre l’85enne è stato tradotto in caserma e posto a disposizione dell’autorità giudiziaria con l’accusa di tentato omicidio, un’ipotesi di reato che gli inquirenti hanno configurato come tentato femminicidio, considerata la natura della relazione familiare e il contesto dell’aggressione -2-4.

La vittima aveva appena lasciato i figli a scuola quando è stata sorpresa dall’agguato

La ricostruzione degli istanti precedenti l’aggressione delinea un quadro di ordinaria quotidianità spezzato dalla violenza: la 41enne, che risiede nella zona, aveva appena accompagnato i tre figli a scuola e stava facendo ritorno a casa, probabilmente a piedi, percorrendo il tragitto che conosceva bene -5-10. L’anziano, suocero della donna, l’aveva attesa nascosto o comunque in posizione tale da poterla affrontare senza che lei potesse vederlo in anticipo, un dettaglio che, se confermato, rafforzerebbe l’ipotesi di un agguato premeditato -4-8. Al loro incontro, come hanno raccontato alcuni testimoni, l’uomo le si è parato davanti e, dopo un breve e concitato scambio verbale nel quale l’accusava di aver rovinato la vita a suo figlio, ha estratto l’ascia che teneva nascosta, colpendola con violenza.

Le condizioni cliniche della donna e l’intervento decisivo del militare fuori servizio

La prontezza di riflessi del carabiniere fuori servizio ha rappresentato l’unico argine alla furia omicida dell’ottantacinquenne, che sembrava determinato a continuare a colpire la nuora anche dopo che questa era ormai a terra, in una pozza di sangue -1-3. Il maresciallo, la cui identità non è stata resa nota, ha dovuto usare tutta la sua determinazione e la sua preparazione per avere la meglio su un uomo che, nonostante l’età, era in preda a un’evidente agitazione e brandiva ancora l’arma; solo dopo averlo disarmato e bloccato a terra ha potuto verificare le condizioni della donna, in attesa dell’arrivo delle ambulanze -7-9. Trasportata d’urgenza al pronto soccorso del San Camillo, la 41enne è stata presa in carico dai chirurghi, che hanno lavorato per stabilizzarla e per ridurre i danni provocati dai fendenti, in particolare quelli alle mani, che nella dinamica dell’aggressione sono quelle che più spesso riportano ferite quando una vittima tenta istintivamente di parare i colpi.

Il fermo e l’iscrizione nel registro degli indagati per tentato omicidio

L’anziano, una volta condotto negli uffici della stazione Carabinieri di Roma Bravetta, è stato formalmente arrestato e trattenuto a disposizione del pubblico ministero di turno, che dovrà valutare la richiesta di convalida del fermo e l’eventuale applicazione di una misura cautelare; l’ipotesi di reato, al momento, è quella di tentato omicidio aggravato, e gli inquirenti stanno approfondendo i rapporti tra l’indagato e la nuora nei mesi precedenti l’aggressione, per capire se ci fossero stati altri episodi di minacce o tensioni -2-4. L’arma, una mannaia di medie dimensioni, è stata sequestrata e sarà sottoposta ai consueti accertamenti tecnici, mentre la salma non è stata esposta al pubblico né sono previsti funerali imminenti, dato che la vittima è ancora ricoverata in ospedale, sebbene non in pericolo di vita -6-8.

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