Aggredita con una mannaia dal suocero in strada a Roma, la donna è grave ma non in pericolo di vita

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Via di Bravetta, una strada del quartiere Gianicolense che scorre parallela al greto del fiume, è stata scenario questa mattina di un episodio di violenza che ha dell'incredibile, laddove l'ordinario scorrere delle ore mattutine è stato squarciato da un gesto brutale. Una donna di 41 anni, madre di famiglia, era uscita di casa per accompagnare i figli a scuola, compiendo un rito quotidiano che si ripete identico in migliaia di famiglie; il rientro, pochi minuti dopo le nove, l'ha vista incrociare il suocero, un uomo di 85 anni, che l'ha aggredita con una mannaia, colpendola con violenza inaudita. I primi soccorritori, giunti sul posto dopo la chiamata al 118, hanno trovato la donna in una pozza di sangue, con ferite lacero-contuse particolarmente profonde alla testa e alle mani – queste ultime, verosimilmente, sollevate nel tentativo disperato di parare i colpi e proteggersi il volto – e il personale medico, una volta stabilizzato il suo quadro clinico, ne ha disposto il trasferimento d'urgenza all'ospedale San Camillo in codice rosso, segnale inequivocabile della gravità della situazione.

L'intervento provvidenziale di un carabiniere fuori servizio

La dinamica, così come viene ricostruita in queste ore dai militari della stazione Bravetta e della Compagnia Trastevere, parla di un agguato, di un agire premeditato che avrebbe visto l'anziano appostato proprio lì, in attesa del momento opportuno; alcuni testimoni, tra l'altro, avrebbero riferito di averlo visto poco prima al bar, ma l'impressione è che non si trattasse di una semplice e casuale coincidenza, bensì della messa in scena di un piano criminoso. La furia dell'ottantacinquenne, impugnata l'arma, si è scatenata con una tale rapidità che la nuora non ha avuto nemmeno il tempo di rendersi conto di ciò che stava accadendo, e a nulla sono valse le sue urla o i tentativi di divincolarsi. Ad evitare che l'attacco si concludesse in una tragedia consumata sotto gli occhi dei passanti è stato il tempestivo intervento di un maresciallo dei Carabinieri, libero dal servizio e in abiti civili, che si trovava in zona per ragioni personali: sentendo il trambusto e vedendo la scena, l'uomo non ha esitato un istante a gettarsi nella mischia, riuscendo con decisione a immobilizzare e a disarmare l'aggressore, bloccandolo a terra in attesa dell'arrivo della gazzella, una volta tanto provvidenziale nella sua prontezza.

L'arresto per tentato omicidio e le condizioni della vittima

L'anziano, la cui età anagrafica stride in modo sinistro con la ferocia dimostrata, è stato così tratto in arresto con l'accusa gravissima di tentato omicidio, e la mannaia, ancora imbrattata di sangue, è stata subito sequestrata dagli inquirenti che dovranno ora chiarire i contorni esatti di questa vicenda familiare. La quarantunenne, nel frattempo, una volta giunta al pronto soccorso del San Camillo, è stata presa in carico dai medici che, dopo averla sottoposta agli accertamenti del caso, hanno potuto fortunatamente escludere che i fendenti abbiano reciso organi vitali o provocato danni neurologici permanenti; ciò non toglie, naturalmente, che il suo sia stato martoriato e che il suo stato, seppur non in pericolo di vita, rimanga comunque di seria compromissione fisica, tanto da richiedere un ricovero e un'osservazione continua. Sulle reali motivazioni che possano aver scatenato una reazione tanto spropositata – si mormora di dissidi legati alla relazione della donna con il figlio, oppure di vecchi rancori sopiti mai realmente risolti – gli investigatori mantengono per ora il più stretto riserbo, concentrando i loro sforzi nell'acquisizione di elementi utili a comprendere le cause scatenanti di un gesto che ha sconvolto un intero quartiere.

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