L'Agenzia delle Entrate definisce il quadro degli Isa per il 2026
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Redazione Economia
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Con un provvedimento emanato a fine gennaio, l’Agenzia delle Entrate ha fissato, per l’anno in corso, l’ossatura informativa e il perimetro delle attività economiche rilevanti per il calcolo degli indici sintetici di affidabilità, gli Isa. L’intervento, che porta il numero 36467 e risale al 29 gennaio, adegua il sistema alla nuova classificazione delle attività economiche, la cosiddetta Ateco 2025, e dà concretezza al programma di revisione biennale che era stato previsto, ormai diversi anni fa, dal decreto-legge numero 50 del 2017. Una operazione necessaria, questa, per allineare gli strumenti di controllo fiscale all’evoluzione del tessuto produttivo nazionale, il quale, com’è noto, muta con una certa rapidità e richiede continui aggiornamenti normativi.
I dati chiave per il calcolo degli indici
Il cuore del provvedimento risiede nell’individuazione precisa dei dati economici, contabili e strutturali che i contribuenti sono tenuti a comunicare. Questi elementi, la cui rilevanza è sancita dal comma 4 dell’articolo 9-bis dello stesso decreto, costituiscono la base per un’applicazione omogenea e corretta degli Isa, a prescindere dal regime di determinazione del reddito che l’impresa o il professionista adotta nella propria dichiarazione. Si tratta, in altre parole, di una serie di informazioni standardizzate che l’amministrazione finanziaria raccoglie per valutare, attraverso un algoritmo, il livello di affidabilità fiscale del soggetto controllato.
Il raccordo con la normativa vigente
La disciplina degli indici sintetici di affidabilità, introdotta per rendere più efficiente l’attività di verifica dell’Agenzia, trova dunque un suo importante aggiornamento operativo. Il provvedimento del direttore non fa che applicare, nel dettaglio tecnico, quanto stabilito dalla legge, la quale imponeva una revisione periodica dell’intero sistema. Questo passaggio, che qualcuno potrebbe considerare meramente procedurale, assume invece un peso notevole per gli uffici e per i contribuenti, perché delinea con chiarezza – e per tempo – quali siano le regole del gioco per l’annualità fiscale in corso.
Le implicazioni per il controllo fiscale
Definire il perimetro delle attività soggette a revisione significa, in concreto, stabilire su quali settori e su quali tipologie di operazioni si concentrerà l’attenzione degli accertatori. L’Agenzia, che ha sempre ribadito come gli Isa siano uno strumento di selezione dei controlli e non un fine, potrà quindi indirizzare le proprie risorse verso quei comparti che, in base ai nuovi codici Ateco e all’analisi del rischio, presentano le maggiori criticità. Una parte di essi, del resto, emerge spesso dalle inchieste della magistratura su frodi carosello o sull’emersione del lavoro irregolare, casi in cui la ricostruzione dei flussi finanziari risulta fondamentale.




