L’infortunio di Raspadori complica i piani dell’Atalanta: out per la Champions e riflessi sul campionato

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Sport Redazione Sport   -   La vittoria convincente dell’Atalanta contro la Lazio allo stadio Olimpico, un 2-0 che proietta i nerazzurri verso la zona alta della classifica, è stata improvvisamente offuscata da una tegola che rischia di pesare sul prosieguo della stagione -1. Mentre la squadra di Raffaele Palladino gestiva il vantaggio e il forcing finale dei biancocelesti, un episodio ha gelato la panchina e i tifosi al seguito: Giacomo Raspadori, subentrato all’inizio della ripresa per prendere il posto di Samardzic, è stato costretto a fermarsi. L’attaccante, arrivato a Bergamo nella finestra invernale di mercato con l’obiettivo di dare ulteriore qualità al reparto offensivo, ha accusato un problema muscolare che non gli ha permesso di proseguire. All’88’, con le mani nei capelli e un vistoso bendaggio già applicato dal personale medico, ha alzato bandiera bianca, lasciando il campo in un momento di massima tensione -1-9.

La situazione, per Palladino, è diventata immediatamente critica: tutte e cinque le sostituzioni a disposizione erano già state effettuate, e Raspadori non ha potuto essere rimpiazzato. L’Atalanta ha così dovuto affrontare gli ultimi concitati minuti di recupero in dieci uomini, un’inferiorità numerica che per fortuna non ha pregiudicato il risultato ma che ha acceso immediatamente tutti i campanelli d’allarme sull’entità del danno fisico riportato dal giocatore -3-9. I primi, sommari referti medici, raccolti subito dopo il triplice fischio, parlano di un risentimento muscolare al flessore della coscia sinistra, lo stesso tipo di infortunio che sta già tenendo ai box Charles De Ketelaere, out per un problema al menisco -2-4-9.

Il verdetto sul flessore e l’addio alla trasferta tedesca

Le conseguenze di questo stop non si sono fatte attendere, e le prime indicazioni tracciano uno scenario chiaro e piuttosto preoccupante per i tifosi della Dea. Secondo quanto riferito nell’immediato post-partita, l’infortunio di Raspadori gli impedirà con ogni probabilità di essere della partita per la sfida di Champions League in programma martedì prossimo sul campo del Borussia Dortmund. Un’assenza pesantissima, considerando che si tratta dell’andata degli spareggi per accedere agli ottavi di finale, un crocevia fondamentale per le ambizioni europee del club. L’attaccante ex Napoli, che proprio in Europa avrebbe potuto finalmente esordire con la nuova maglia dopo il suo mancato impiego nella fase campionato per via dei vecchi vincoli UEFA, dovrà quindi rimandare l’appuntamento con la Coppa dalle grandi orecchie.

Il timing dell’infortunio appare quanto mai sfortunato: Raspadori, entrato al 46’, aveva disputato poco più di mezz’ora di gioco, mostrando qualche buono spunto ma senza riuscire a incidere profondamente, prima che il flessore sinistro cedesse -3-9. Il dolore è stato immediato e tale da non lasciare spazio a tentennamenti, costringendo il giocatore a chiedere il cambio. Per Palladino, che in conferenza stampa aveva inizialmente parlato di un “leggero fastidio muscolare” sperando in un nulla di grave, la realtà si è rivelata ben più dura -6. Nei prossimi giorni, Raspadori sarà sottoposto ad esami strumentali per quantificare con precisione l’entità della lesione, ma i tempi stretti rendono già impossibile ipotizzare un recupero per la trasferta in Germania -2.

L’emergenza in attacco e le scelte di Palladino

L’infermeria dell’Atalanta inizia dunque a riempirsi in un momento cruciale della stagione, con il campionato che regala soddisfazioni e la Champions che chiama. Palladino si ritrova a dover fare i conti con un reparto offensivo decimato: all’infortunio di De Ketelaere, che richiederà diverse settimane di stop, si aggiunge ora quello del suo nuovo acquisto. Una doppia assenza che priva il tecnico di due pedine importanti e che rischia di limitare le rotazioni in un periodo di impegni ravvicinati. Contro la Lazio, la scelta di far partire Raspadori dalla panchina era stata dettata da valutazioni tecniche e dalla volontà di avere una soluzione offensiva fresca a partita in corso, non certo da esigenze di turnover legate alla Champions, come lo stesso allenatore aveva tenuto a precisare prima del match.

Ora, con l’ex Atletico Madrid out, l’undici che scenderà in campo al Signal Iduna Park dovrà fare a meno di una delle sue bocche da fuoco più attese. L’attacco sarà probabilmente affidato ad altri interpreti, ma la sensazione è che la squadra perda in termini di imprevedibilità e qualità negli ultimi sedici metri. Il problema fisico di Raspadori, peraltro, ha gettato un’ombra anche sulla prestazione convincente dei suoi compagni, capaci di espugnare l’Olimpico con le reti di Ederson su rigore e di Zalewski, un successo che li rilancia prepotentemente in classifica -3. Resta l’amaro in bocca per un ko che, a giochi ormai fatti, lascia in eredità solo preoccupazione in vista dei prossimi, complicatissimi impegni.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.