Napoli 100, De Laurentiis taglia il nastro in piazza Carità con i figli di Maradona
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Redazione Sport
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La città di Napoli, ferita ancora una volta dal terremoto che ha scosso il suo tessuto sociale negli ultimi giorni, rialza la testa per celebrare un patrimonio che è non solo sportivo ma anche sociale e culturale: la Società Sportiva Calcio Napoli, che oggi, 1° agosto 2026, spegne ufficialmente cento candeline.
Un secolo di storia che si snoda attraverso storie di personaggi leggendari, sogni di scudetti mancati e, naturalmente, di trionfi indimenticabili come i quattro scudetti che punteggiano l'albo d'oro azzurro: i due mitici del 1987 e 1990 firmati da Diego Armando Maradona, e gli ultimi due arrivati nella cosiddetta “era De Laurentiis”, quello del 2023 con Luciano Spalletti e quello del 2025 con Antonio Conte.
L'evento centrale delle celebrazioni va in scena stasera, coorganizzato da Club, Comune di Napoli e Regione Campania, una grande manifestazione diffusa in vari spazi della città, gratuita e aperta alla cittadinanza, che si preannuncia come uno degli appuntamenti più partecipati dell'anno.
Il taglio del nastro in piazza Carità
Il momento clou della serata, destinato a rimanere impresso nella memoria collettiva, è previsto per le ore 19.26 in piazza Carità, un luogo carico di significato simbolico poiché si tratta della prima sede sociale della SSC Napoli.
È qui che avverrà il taglio del nastro che darà ufficialmente il via alle celebrazioni, e a compiere il gesto sarà il presidente Aurelio De Laurentiis, affiancato da due ospiti d'eccezione che rappresentano il ponte ideale tra il passato glorioso e il presente del club: Diego Armando Maradona jr e Jana Maradona, figli del Pibe de Oro. La scelta dell'orario, le 19.26, non è affatto casuale, ma richiama simbolicamente l'anno di fondazione della società, il 1926, un dettaglio che sottolinea la cura maniacale per i dettagli storici che ha contraddistinto l'organizzazione della giornata.
La processione azzurra e la festa diffusa in città
Subito dopo il taglio del nastro, prenderà il via la tanto attesa Processione Azzurra, un corteo che attraverserà il cuore pulsante del centro cittadino, trasformando le strade in un mare di colori, cori e passione. Il percorso, che si snoderà da piazza Carità per poi toccare via Toledo, via Santa Brigida, via Verdi, via San Carlo, piazza Trieste e Trento, fino ad arrivare a piazza del Plebiscito, coinvolgerà idealmente tutta la città in un abbraccio collettivo.
La giornata di festa proseguirà con diversi eventi collaterali che arricchiranno ulteriormente il programma: alle 20.26, in piazza Municipio, sarà allestito il Pizza Village del Centenario, dove il Club offrirà gratuitamente migliaia di tranci di pizza Margherita e bevande, con una parte delle pizze donate alle persone in condizioni di maggiore fragilità grazie alla collaborazione con il Banco Alimentare Campania. L'apice della serata, con la cerimonia ufficiale che inizierà alle 20.45, si terrà in piazza del Plebiscito, dove saranno presenti il presidente De Laurentiis, le istituzioni, le leggende della storia azzurra e la rosa attuale guidata da Massimiliano Allegri.
La partecipazione di massa e il sostegno della politica
L'attesa per questo giorno di festa si è fatta sentire nelle strade già da ieri, quando una marea di diecimila persone ha invaso il centro della città, sfilando da piazza dei Martiri fino alla Rotonda Diaz, culminando con una suggestiva torciata a mezzanotte che ha anticipato il grande giorno. Per la giornata odierna, si stima una partecipazione di circa 50.000 persone all'evento, un numero che potrebbe rivelarsi addirittura per difetto rispetto all'afflusso reale, tanto da richiedere un blocco del traffico in tutta l'area interessata a partire dalle 17.30.
Per garantire il successo dell'organizzazione, il club ha chiesto e ottenuto un sostanzioso sostegno economico da parte della politica, con il presidente della Regione Roberto Fico e il sindaco Gaetano Manfredi che, nonostante le note divergenze sul dossier del nuovo stadio, hanno trovato una convergenza d'intenti e di presenza per la serata, sedendo fianco a fianco sul palco di piazza del Plebiscito insieme al patron azzurro.
Cento anni di storia e passione identitaria
I cento anni del Napoli rappresentano un traguardo importante che travalica i confini del calcio per diventare un elemento identitario per l'intera città. Come ha raccontato lo scrittore Maurizio De Giovanni, il tifo per il Napoli viene definito come una "malattia genetica" che si tramanda di padre in figlio, una passione che unisce generazioni e che, nonostante le difficoltà e i momenti di sconfitta, non si è mai spenta.
In questo secolo di storia, la figura di Maradona ha assunto un ruolo di simbolo assoluto, divenendo un punto di svolta per una città che, reduce dal terremoto dell'80, trovò in lui non solo un fuoriclasse in grado di vincere sul campo, ma un leader sociale capace di infondere la speranza e la convinzione di poter vincere contro ogni avversità.
Il messaggio di Maradona, che ancora oggi riecheggia tra i tifosi di tutte le età, si sposa perfettamente con la resilienza di una città che, anche in una giornata così importante, non dimentica le ferite del recente terremoto, ma sceglie di reagire con la forza della propria identità, quella stessa identità che il Napoli ha rappresentato per cento anni.
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