Toro, sempre peggio: incubo Serie B
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Redazione Sport
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La fredda statistica, che non ammette sconti né attenuanti, descrive una realtà sempre più preoccupante per il Torino, con un bottino di soli quattordici punti raccolti in quattordici giornate, una media claudicante di un punto a partita e la zona retrocessione che, adesso, dista appena quattro lunghezze. Un rendimento che, per una squadra dalle ambizioni ben diverse, rappresenta un autentico fallimento a trecentosessanta gradi, sia sul piano sportivo che in quello della strategia societaria, come ha parzialmente ammesso lo stesso presidente Urbano Cairo.
Cairo e il nervosismo crescente
Cairo, il cui nervosismo è schizzato verso l’alto come un razzo quando i cronisti gli hanno chiesto conto dell’operato del tecnico Marco Baroni dopo l’ennesima batosta, ha replicato con parole che, al di là dei facili proverbi, contengono una verità parziale. “Il tema non è Baroni”, ha affermato il proprietario granata, il quale ha invece indicato come problema centrale una campagna acquisti che “ad oggi, non ha dato i frutti sperati”. Alcuni di quegli investimenti, ha spiegato, sono stati frenati da infortuni, ma l’aspettativa per una squadra che ha speso rimane comunque più alta. “Mi aspetto che tirino fuori il potenziale”, ha aggiunto Cairo, precisando poi di volere, memore del passato, giocatori giovani da formare con potenziale.
La questione tecnico e il possibile successore
Se la lingua batte spesso dove il dente duole, è altrettanto vero che l’esonero di Baroni sembra ormai configurarsi come l’ultima cartuccia a disposizione per tentare di invertire una rotta pericolosissima. Le prossime ore potrebbero rivelarsi determinanti per il tecnico, il quale, nonostante le parole del presidente, è sotto una pressione insostenibile. In pole per rilevare la panchina, secondo quanto si apprende, c’è già un sostituto pronto: si tratterebbe di un ex Milan, figura che conosce da tempo il direttore sportivo Gianluca Petrachi, ritornato al club dopo un precedente decennio di collaborazione.
La differenza con un passato non troppo lontano
La situazione attuale, tuttavia, non presenta una completa analogia con il dicembre del 2009, quando l’arrivo di Petrachi coincise con un doppio cambio immediato in panchina e nella direzione sportiva. Oggi, mentre il rischio di una precipitazione verso il basso è concreto, la struttura sembra muoversi con tempistiche diverse, sebbene l’urgenza di una sterzata sia palpabile. Il campionato, del resto, non concede regali e numerose squadre, non solo il Torino, stanno deludendo le attese con un avvio di stagione sottotono, ma poche mostrano un disagio così profondo e pericoloso come quello che attanaglia il club granata.




