Ferrari, il successo globale e il passaggio di testimone a Maranello

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Il successo industriale e finanziario di Ferrari, che oggi rappresenta uno dei marchi più iconici al mondo, è indissolubilmente legato alla figura di Sergio Marchionne. La sua eredità, che ha trasformato il Cavallino Rampante in un colosso globale, è stata sancita in un giorno preciso: il 10 settembre 2014. Quel giorno, a Maranello, si è consumato un passaggio di testimone storico tra Marchionne, con il suo inconfondibile maglioncino blu, e Luca Cordero di Montezemolo, vestito con un completo sobrio e rigoroso. Un momento che ha segnato non solo un cambio di guardia, ma anche l’inizio di una nuova era per la casa automobilistica.

Marchionne, che aveva già dimostrato il suo acume strategico alla guida di Fiat, ha saputo rilanciare Ferrari su un piano internazionale, trasformandola in un simbolo di eccellenza e di lusso. La sua visione, che ha portato alla quotazione in Borsa nel 2015, ha consolidato il valore del brand, rendendolo un punto di riferimento non solo nel mondo dell’automotive, ma anche in quello degli investimenti finanziari. Tuttavia, il successo sportivo, che manca da 16 anni per quanto riguarda il titolo costruttori e da 17 per quello piloti, rimane un obiettivo ancora da raggiungere.

Proprio in questo contesto si inserisce l’operazione finanziaria che ha visto protagonista Exor, la holding della famiglia Agnelli-Elkann, che ha deciso di vendere il 4% delle azioni Ferrari, incassando circa 3 miliardi di euro. Una mossa che ha suscitato non poche perplessità tra gli investitori, tanto che il titolo ha perso quasi l’8% in Borsa. A complicare il quadro, Ferrari stessa ha riacquistato il 10% delle azioni cedute, ovvero 666.666 titoli, per un controvalore di 300 milioni di euro. Un’operazione che ha sollevato interrogativi sulle reali intenzioni della casa di Maranello e sulla strategia di Exor, che rimane comunque il maggiore azionista singolo con il 20% dei diritti economici e il 30% dei diritti di voto.

La vendita, avvenuta attraverso un accelerated bookbuilding, una pratica sempre più diffusa a Piazza Affari, ha permesso a Exor di liquidare una parte del proprio pacchetto azionario in poche ore, garantendosi un ingente flusso di cassa. Tuttavia, il riacquisto da parte di Ferrari di una quota delle azioni vendute rappresenta un’anomalia che ha alimentato speculazioni e dubbi. C’è chi vede in questa mossa una strategia per mantenere il controllo sul capitale, e chi invece ipotizza che Exor stia preparando nuove acquisizioni con i miliardi incassati.

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