La cometa Lemmon illumina i cieli italiani, uno scatto la ritrae accanto al Monviso

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Redazione Scienza e Tecnologia Redazione Scienza e Tecnologia   -   Un visitatore celeste, la cometa Lemmon C/2025 A6, sta solcando i cieli autunnali, regalando spettacoli fugaci a chi, armato di pazienza e di un piccolo binocolo, alza lo sguardo verso la volta stellata. Proprio in queste sere, infatti, l'astro chiomato raggiunge la sua massima luminosità, offrendo l'ultima, migliore opportunità per essere osservato prima di allontanarsi nello spazio profondo. La sua traiettoria, che in questi giorni la porta a completare il passaggio più ravvicinato al nostro pianeta, è stata documentata da appassionati astrofili in diverse regioni d'Italia, ciascuno dei quali ha colto l'istante magico in cui la scia luminosa della cometa si è accostata a un landmark familiare.

Uno scatto suggestivo dalla Valle Po

Dalla suggestiva cornice di Pian Muné, in direzione della Croce Tournour, l'astrofilo Davide Bartolomeo Bertinetto, facente parte del Gruppo Amici Astrofili Valle Po, è riuscito a immortalare la cometa Lemmon mentre, intorno alle venti di domenica 26 ottobre, sembrava tramontare dietro l'inconfondibile sagoma del Monviso. L'immagine, che egli stesso ha voluto condividere, cattura con precisione quel momento di transito in cui l'oggetto celeste, un ammasso di ghiaccio e polvere, scivola lentamente oltre il profilo della montagna, unendo per un attimo la maestosità delle Alpi con quella del cosmo.

Origini e natura del viaggiatore celeste

Quando si parla di comete, del resto, si evoca la storia più remota del nostro sistema planetario. La Lemmon, che è stata identificata per la prima volta all'inizio di quest'anno dall'Osservatorio del Monte Lemmon in Arizona, è un viaggiatore proveniente dalla Nube di Oort, una regione periferica e gelida popolata da innumerevoli corpi ghiacciati. Questa nube, la quale si estende per distanze superiori alle ventimila Unità Astronomiche – dove una sola UA corrisponde alla distanza che separa la Terra dal Sole – rappresenta un serbatoio quasi inesauribile di questi messaggeri cosmici, alcuni dei quali, come appunto la C/2025 A6, occasionalmente si avventurano nelle regioni interne del sistema solare.

Le osservazioni da altre regioni

Anche dalle colline del Parco Scientifico di Monte Viseggi, sede principale delle attività dell’Istituto Culturale Astrofili Spezzini, sono giunte straordinarie riprese della cometa, le quali la ritraggono in questo suo periodo di massimo splendore. Non da meno, il fotografo amatoriale Gabriele Brugnoni l'ha colta con la sua reflex nel cielo sopra Casciago, dove la sua scia luminosa si è incastonata, in una serata di martedì 28 ottobre, accanto al campanile della chiesa di Sant'Eusebio. In quello scatto, realizzato con un obiettivo da 50 millimetri, si vede la cometa transitare sulla sinistra, quasi accompagnata nel suo viaggio silenzioso dai rami di un albero che ne esaltano la solitaria bellezza.

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