Vittorio Sgarbi stabile e vigile in terapia intensiva al Gemelli: proseguono le terapie
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Redazione Interno
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Vittorio Sgarbi resta ricoverato nel reparto di terapia intensiva del Policlinico Gemelli di Roma, dove è arrivato giovedì 1 ottobre a causa di una grave insufficienza respiratoria. Le terapie per il critico d'arte e ex sottosegretario alla Cultura, 74 anni, proseguono e dall'ospedale fanno sapere che le sue condizioni sono stabili e che il paziente è vigile.
La degenza in rianimazione, iniziata dopo l'accesso in pronto soccorso, non ha ancora una data di conclusione: i medici non sono ancora in grado di procedere con l'estubazione, perché Sgarbi presenta un problema legato a catarro infetto che deve evitare di ingoiare, circostanza che rende il quadro clinico complesso.
Il racconto della compagna Sabrina Colle
A ricostruire le ore precedenti il ricovero è stata la compagna Sabrina Colle, che sulle pagine del Giornale ha spiegato come martedì tutto sembrasse procedere regolarmente, dopo che un infermiere inviato a casa dal Gemelli aveva provveduto all'idratazione e alla somministrazione di un antipiretico. Al risveglio del giorno successivo, però, Colle si è accorta che Sgarbi non respirava bene e la corsa in ospedale è stata immediata.
La donna ha descritto l'attesa in pronto soccorso e poi il trasferimento in rianimazione, soffermandosi sul comportamento del personale sanitario e definendo l'ospedale un luogo di dolore ma anche di speranza.
Le dichiarazioni di Myrta Merlino
Nel corso della trasmissione La volta buona, su Rai1, Myrta Merlino ha riferito di aver parlato con Elisabetta Sgarbi, sorella del critico, aggiornando il pubblico sulle condizioni del ricoverato. La giornalista ha spiegato che Sgarbi è stazionario e debolissimo, confermando l'impossibilità di procedere con l'estubazione per via del catarro infetto. Merlino ha poi rivolto un appello alla figlia Evelina Sgarbi, invitandola a evitare polemiche in questo momento e a concentrarsi sulla guarigione del padre.
Le accuse di Barbara Hary
Sul fronte familiare, Barbara Hary, ex compagna di Sgarbi e madre di Evelina, è intervenuta con una nota per contestare il modo in cui alcune trasmissioni televisive stanno raccontando la vicenda. Hary ha parlato di un massacro mediatico contro la figlia e ha sostenuto che i problemi di Sgarbi siano di natura clinica e fisiologica, non depressiva, accusando i programmi citati di confondere causa e conseguenza.
Nella nota, la donna ha anche criticato quello che ha definito un trattamento della figura di Sgarbi come brand, anziché come persona ammalata, ricordando che il critico convive con patologie oncologiche, cardiopatiche e altre condizioni gravi.
Il quadro clinico e i precedenti ricoveri
La degenza attuale si inserisce in una storia clinica complessa. Sgarbi, nato a Ferrara l'8 maggio 1952, è stato più volte membro del Parlamento e ha ricoperto l'incarico di sottosegretario alla Cultura nel governo Meloni dal 2022 al 2024; attualmente è sindaco di Arpino, in provincia di Frosinone. Negli ultimi anni ha affrontato diversi ricoveri: nella primavera del 2025 era stato ricoverato per oltre un mese al Gemelli a causa di una profonda sindrome depressiva, con marcata perdita di peso e rifiuto di alimentarsi.
Nel marzo 2021 aveva reso nota una cura per un tumore alla prostata, mentre nel 2016 era stato sottoposto a un intervento di angioplastica coronarica dopo un'ischemia.
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