Vittorio Sgarbi ricoverato al Gemelli, la figlia Evelina: "Stabile ma grave, temo per la sua vita"
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Redazione Interno
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Vittorio Sgarbi è ricoverato in terapia intensiva al Policlinico Agostino Gemelli di Roma dal 30 settembre per un'insufficienza respiratoria. Le sue condizioni, secondo l'ultimo bollettino diffuso dalla struttura sanitaria, si mantengono stabili, ma il quadro clinico resta critico. È la figlia Evelina a raccontare lo stato del padre, ospite della trasmissione Verissimo da Silvia Toffanin, spiegando di averlo visto in rianimazione e di non essere riuscita a parlarci perché completamente sedato.
Il quadro clinico e la tracheostomia
Il bollettino medico firmato dal professor Massimo Antonelli, direttore del Dipartimento di Scienze dell'Emergenza del Gemelli, riferisce che Sgarbi è stato sottoposto a una tracheostomia percutanea. La procedura si è resa necessaria, si legge nella nota, a causa della «non svezzabilità dal supporto ventilatorio», nonostante il miglioramento del quadro polmonare e della microembolia polmonare occorsa.
L'intervento consiste nella creazione di un'apertura nella trachea attraverso la parte anteriore del collo, nella quale viene inserita una cannula che facilita la respirazione quando il paziente necessita di un supporto prolungato o non riesce ancora a respirare autonomamente in modo adeguato.
Le accuse di Evelina Sgarbi
Nel salotto di Verissimo, Evelina Sgarbi ha ricostruito gli ultimi mesi del padre con parole dure verso le persone che gli sono state accanto. «L'hanno ricoverato troppo tardi», ha dichiarato, sostenendo che per tutta l'estate il critico d'arte sia stato «portato in giro come un pacco postale» nonostante un fisico già debilitato. La figlia ha raccontato di aver ottenuto le cartelle cliniche dopo quasi un anno di attese, scoprendo che la depressione, di cui si è parlato a lungo, rappresenterebbe solo una parte del quadro: nelle cartelle sono citate anche ischemie cerebrali e demenza senile.
«La depressione è l'ultimo dei problemi», ha detto, aggiungendo che il padre è entrato in ospedale con una trombosi della vena succlavia.
Il racconto delle ultime apparizioni pubbliche
Evelina Sgarbi ha riferito che due giorni prima del ricovero, durante un'apparizione pubblica, il padre avrebbe avuto bisogno di essere sollevato in due per salire sul palco, perché non si reggeva in piedi. Un episodio che, secondo il suo racconto, confermerebbe le condizioni già compromesse nelle settimane precedenti. La giovane ha anche contestato la gestione della comunicazione sulle condizioni del padre, annunciando di aver diffidato la Rai in merito a dichiarazioni attribuite a Sabrina Colle, compagna del critico d'arte, secondo cui Sgarbi sarebbe stato vigile e in grado di comunicare.
«Il professore versa purtroppo ancora intubato e sedato nel reparto di rianimazione», avevano fatto sapere i legali di Evelina.
La versione sulle ore precedenti al ricovero
Sulla tempistica del ricovero esiste una ricostruzione diversa, riferita da Eugenio Lio, compagno della sorella Elisabetta Sgarbi. Secondo questa versione, la febbre sarebbe iniziata il 29 settembre e il ricovero sarebbe avvenuto la mattina successiva, con un'assistenza medica definita tempestiva. Sgarbi sarebbe stato inizialmente assistito a domicilio attraverso il servizio del Gemelli, con la visita dei medici dopo la segnalazione di Sabrina Colle, la somministrazione di un antipiretico e il successivo peggioramento notturno che avrebbe portato alla corsa in ospedale.
Dal canto suo, Sabrina Colle ha raccontato che tutto sarebbe cominciato con una terapia di idratazione e che la situazione sarebbe precipitata al risveglio del giorno dopo, quando si è accorta che il compagno non respirava bene.
Il contesto e i precedenti clinici
Vittorio Sgarbi, 74 anni, ha alle spalle un lungo percorso di problemi di salute. Nella primavera del 2025 era già stato ricoverato al Gemelli per una profonda sindrome depressiva, accompagnata da isolamento, marcata perdita di peso e rifiuto di alimentarsi; in quell'occasione aveva raccontato di essere arrivato a pesare 59 chili. Nel marzo 2021 aveva rivelato di essere in cura per un tumore alla prostata, mentre nel 2016 era stato ricoverato d'urgenza a Modena per un'ischemia e sottoposto ad angioplastica coronarica.
Lo scorso febbraio era riapparso in pubblico alla Certosa di Ferrara visibilmente debilitato, e il 18 settembre, poco meno di due settimane prima del ricovero, aveva preso parte all'inaugurazione della mostra Da Monet a Van Gogh a Kandinsky a Palazzo dei Diamanti, parlando con voce flebile.
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