Vittorio Sgarbi ricoverato in terapia intensiva al Gemelli: la figlia Evelina e la nota del legale

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Vittorio Sgarbi è ricoverato in terapia intensiva al Policlinico Gemelli di Roma. La notizia, diffusa inizialmente dal quotidiano online Ilgraffio.net, è stata poi confermata da fonti sanitarie dello stesso ospedale. Il critico d'arte, 74 anni, sarebbe in gravi condizioni. Le cause del ricovero non sono note e, al momento, non è previsto un bollettino medico sulle sue condizioni.

A intervenire sul caso è Lorenzo Iacobbi, legale della figlia Evelina.

In una nota, l'avvocato sostiene che il peggioramento fosse da tempo prevedibile e che il ricovero rappresenti «il tragico e annunciato epilogo di una gestione irresponsabile delle patologie che affliggono il professore da tempo». Secondo la ricostruzione del legale, Evelina Sgarbi da oltre un anno chiede aiuto e denuncia quella che, a suo giudizio, è una situazione di trascuratezza ai danni del padre.

Il peso degli impegni pubblici secondo la figlia

Nella nota diffusa dal legale si fa riferimento anche all'attività pubblica degli ultimi mesi. Iacobbi parla di una «forzata e incessante attività estiva di promozione e partecipazione ad eventi in ogni angolo d'Italia», durante la quale sarebbe stata garantita al pubblico la presenza fisica di Sgarbi. Viaggi continui, sbalzi termici e stress fisico sarebbero stati imposti a un uomo con condizioni di salute già precarie e visibilmente compromesse, documentate dalle cartelle cliniche che Evelina sarebbe riuscita a ottenere dopo un anno.

Il legale contesta inoltre l'ipotesi che la depressione di Sgarbi sia stata indotta da inchieste giornalistiche. A suo giudizio, il critico soffrirebbe di patologie più gravi e precedenti, rispetto alle quali la depressione rappresenterebbe una conseguenza del deperimento fisico e non la causa.

La nota si chiude con un riferimento alle reazioni ricevute da Evelina nel corso dell'ultimo anno: insulti, derisione e attacchi personali da parte di chi, secondo Iacobbi, era interessato unicamente a tutelare «il personaggio Sgarbi» e le attività economiche legate alla sua figura.

Il quadro clinico e i precedenti ricoveri

Nel marzo 2025 Sgarbi era già stato ricoverato nello stesso ospedale per problemi di salute associati a una forte depressione. In quella circostanza il critico d'arte aveva affrontato periodi di isolamento, una marcata perdita di peso e il rifiuto di alimentarsi. In una successiva intervista aveva raccontato personalmente di avere attraversato un periodo di depressione e anoressia, spiegando di avere perso la voglia di mangiare e, secondo le sue parole, anche quella di vivere.

Negli ultimi mesi Sgarbi era tornato a partecipare a eventi pubblici, apparendo però debilitato e con un passo incerto. Lo scorso febbraio era riapparso in pubblico alla Certosa di Ferrara, accompagnato dalla compagna Sabrina Colle, con un volto piuttosto provato. Tra le sue ultime uscite figura anche la partecipazione alla Milanesiana di Bergamo, festival culturale diretto dalla sorella Elisabetta, e un intervento a Rovereto per tracciare la rotta del museo Mart, di cui è presidente.

La battaglia giudiziaria sull'amministratore di sostegno

Da oltre un anno è in corso una battaglia giudiziaria avviata da Evelina Sgarbi. La figlia ha presentato un'istanza al Tribunale civile di Roma per la nomina di un amministratore di sostegno per il padre, sostenendo che Sgarbi non sia più in grado di gestire autonomamente la propria persona e i propri interessi. Vittorio Sgarbi ha sempre respinto questa prospettiva, rivendicando la propria capacità di decidere autonomamente.

Nel dicembre 2025 il Tribunale di Roma non ha disposto la nomina dell'amministratore, scegliendo però di affidare a un consulente una valutazione sulle capacità del critico rispetto agli atti di particolare complessità e rilevanza. Nel gennaio 2026 il Tribunale civile ha disposto una perizia medica per valutare le condizioni psicologiche, psicopatologiche e cognitive di Sgarbi nell'ambito del procedimento.

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