Vittorio Sgarbi in terapia intensiva: condizioni "critiche ma stabili", la figlia Evelina accusa la famiglia

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Vittorio Sgarbi è ricoverato in terapia intensiva al Policlinico Gemelli di Roma da mercoledì 30 settembre a causa di una grave insufficienza respiratoria. Il bollettino diffuso nella serata di giovedì definisce le sue condizioni «pur critiche» ma «attualmente stabili». Il critico d'arte e sindaco di Ardea, 74 anni, si trova intubato e non cosciente, secondo quanto riferito dal legale della figlia Evelina, Lorenzo Iacobbi.

La storia clinica e il quadro attuale

Quella attuale non è la prima emergenza sanitaria per Sgarbi. Nella primavera del 2025 era già stato ricoverato nello stesso ospedale romano per una profonda sindrome depressiva, accompagnata dal rifiuto di alimentarsi, che lo aveva portato a pesare circa 59 chili. In precedenza, nel marzo 2021, aveva rivelato di essere in cura per un tumore alla prostata, mentre dieci anni prima, nel 2016, era stato sottoposto a un intervento d'urgenza per un'ischemia al Policlinico di Modena.

Il quadro attuale, stando alle informazioni filtrate dall'ospedale, sarebbe complicato da un'infezione batterica ai polmoni e da una preesistente compromissione cardiaca. Il direttore del Dipartimento di Scienze dell'Emergenza del Gemelli, Massimo Antonelli, ha firmato il bollettino che descrive la situazione come stabile ma critica.

Le accuse della figlia Evelina

A rompere il silenzio sulla vicenda familiare è stata Evelina Sgarbi, ventiseienne, che dopo aver visitato il padre in rianimazione ha diffuso una nota dai toni durissimi. «Sono sconvolta. L'ho trovato in una condizione di sofferenza estrema, che mi ha devastato la mente e che rimarrà in modo indelebile conficcata nel mio cuore», ha dichiarato. La giovane ha poi puntato il dito contro chi, a suo dire, avrebbe gestito in modo irresponsabile la salute del padre: «Il mio grido di dolore non è stato ascoltato in tempo. E io oggi mi ritrovo con mio padre in rianimazione circondato dalle stesse persone che lo hanno trascinato ed esibito tutta l'estate, incuranti dello stress e della fatica immane a cui hanno sottoposto un fisico già fortemente debilitato».

La battaglia legale in corso

Le parole di Evelina non nascono da un episodio isolato. Già nell'agosto 2025 la figlia aveva presentato un'istanza al Tribunale civile di Roma per la nomina di un amministratore di sostegno, sostenendo che il padre non fosse più in grado di gestire autonomamente la propria persona e i propri interessi. Nel dicembre 2025 il tribunale non aveva disposto la nomina, affidando invece a un consulente una valutazione sulle capacità del critico rispetto agli atti di particolare complessità.

Il legale di Evelina, Lorenzo Iacobbi, ha definito il ricovero attuale «non un evento improvviso, ma il tragico e annunciato epilogo di una gestione irresponsabile».

Le visite in ospedale

Nelle ore successive al ricovero, fuori dalla rianimazione del Gemelli si sono alternate le persone più vicine a Sgarbi. Tra loro la compagna Sabrina Colle, con cui il critico d'arte è legato da quasi trent'anni, la sorella Elisabetta accompagnata da Eugenio Lio, e la stessa Evelina, giunta da Milano con il suo avvocato. Ha fatto visita anche il ministro della Cultura Alessandro Giuli.

La storia tra Sgarbi e Sabrina Colle, ex modella e attrice legata al mondo dell'arte, dura dagli anni Novanta ed è stata spesso al centro di curiosità per la sua natura vissuta anche come relazione aperta.

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