Vittorio Sgarbi in terapia intensiva, la figlia Evelina accusa: «Non ci hanno ascoltato»
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Redazione Interno
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Vittorio Sgarbi è ricoverato in terapia intensiva al Policlinico Gemelli di Roma per un’insufficienza respiratoria. Il primo bollettino medico diffuso dall’ospedale ha definito le sue condizioni critiche ma stabili, fornendo così una prima indicazione ufficiale sulle ragioni del ricovero. Il critico d’arte ed ex sottosegretario alla Cultura, 74 anni, era arrivato nella struttura sanitaria romana il 30 settembre. La notizia ha riportato l’attenzione anche sui problemi di salute affrontati negli ultimi anni e sulle forti tensioni familiari che avevano già portato la figlia Evelina a chiedere l’intervento del tribunale.
Le accuse del legale di Evelina Sgarbi
A intervenire duramente è stato Lorenzo Iacobbi, avvocato della figlia Evelina, che ha contestato la gestione delle condizioni di salute del padre. Secondo il legale, il peggioramento non sarebbe stato imprevedibile: la ragazza avrebbe manifestato da oltre un anno la propria preoccupazione, chiedendo che venisse tutelata la persona prima della sua dimensione pubblica. Iacobbi ha inoltre chiamato in causa l’intensa attività svolta durante l’estate, sostenendo che il professore sarebbe stato coinvolto in numerosi eventi e spostamenti nonostante una situazione fisica già fragile. Si tratta delle valutazioni della figlia e del suo avvocato, non di conclusioni formulate dai medici del Gemelli.
Evelina si è recata a Roma dopo avere saputo del ricovero ed è riuscita a vedere il padre nel reparto di terapia intensiva. Attraverso il proprio legale ha descritto una situazione che l'ha profondamente colpita e ha ribadito le preoccupazioni espresse nei mesi precedenti. La giovane aveva infatti presentato al Tribunale civile di Roma un'istanza per la nomina di un amministratore di sostegno, sostenendo che il genitore non fosse più nelle condizioni di occuparsi autonomamente della propria persona e dei propri interessi. Quella iniziativa aveva alimentato un duro confronto pubblico con le persone vicine al critico d'arte.
Il precedente ricovero e i problemi di salute
Il Gemelli aveva già ospitato Sgarbi nel 2025, quando una grave sindrome depressiva era stata accompagnata da isolamento, difficoltà nell'alimentazione e da un marcato dimagrimento. Fu lo stesso critico a raccontare di essere arrivato a pesare 59 chili e di trascorrere molto tempo a letto, descrivendo pubblicamente per la prima volta l'esperienza della depressione. Dopo le dimissioni era progressivamente tornato alle attività pubbliche, pur apparendo fisicamente provato in diverse occasioni. Nel maggio successivo aveva partecipato a Ferrara alle celebrazioni per i 150 anni del Corriere della Sera, parlando anche del difficile periodo attraversato.
La storia clinica comprende altri episodi importanti. Nel 2016 fu ricoverato d'urgenza a Modena dopo un'ischemia mentre era in viaggio e venne sottoposto a un'angioplastica coronarica. Nel marzo 2021 rese invece pubblico di essere stato curato per un tumore alla prostata, ringraziando il personale sanitario che lo aveva seguito. Questi precedenti non consentono di stabilire autonomamente un collegamento con l'attuale insufficienza respiratoria: la diagnosi comunicata dal Policlinico riguarda il problema che ha determinato l'ingresso nel reparto di massima assistenza.
Da Sabrina Colle alla sorella Elisabetta, le donne più vicine
Accanto al critico d'arte negli anni difficili c'è stata Sabrina Colle, sua compagna storica dal 1998. Ex modella e attrice, Colle ha mantenuto un profilo generalmente riservato e durante il precedente periodo di malattia gli è stata vicina nella vita quotidiana. Un altro riferimento familiare centrale è la sorella Elisabetta, direttrice del festival culturale La Milanesiana: proprio alla manifestazione da lei guidata il professore era comparso a Bergamo nel luglio scorso. A fine agosto aveva poi partecipato a un appuntamento a Rovereto legato al Mart, museo del quale è presidente.
Nel racconto che Sgarbi ha fatto negli anni della propria vita privata ha sempre avuto un posto particolare anche la madre Rina, insieme alla sorella e alla compagna. Il rapporto con le donne è stato del resto una componente molto esposta della sua biografia pubblica, segnata da relazioni sentimentali e da una vita privata raccontata spesso senza reticenze. La situazione familiare è diventata però particolarmente delicata con l'iniziativa giudiziaria di Evelina, trasformando una questione personale in un confronto sulla tutela del padre e sulle persone incaricate di assisterlo.
Tra le apparizioni pubbliche più recenti figura quella di maggio a Venezia, dove il critico aveva festeggiato il compleanno a Ca' Giustinian ed era stato ricevuto dal presidente della Biennale Pietrangelo Buttafuoco. Il bollettino del Gemelli del primo ottobre è stato firmato dal professor Massimo Antonelli.
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