Il fango e la fune: cento campeggiatori salvati con una teleferica nel Messinese
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Redazione Interno
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L’acqua, si sa, non chiede il permesso, e in queste ultime ore sui Nebrodi ne abbiamo avuto l’ennesima conferma: mentre il maltempo continuava a flagellare il Sud Italia, a San Fratello, in provincia di Messina, un gruppo di un centinaio di persone – tra cui famiglie e bambini, almeno stando alle prime sommarie ricostruzioni – si è trovato improvvisamente prigioniero del bosco, con un torrente ingrossato dalle piogge a tagliare l’unica via di fuga. Non c’era modo di guadare quella massa d’acqua né di aggirarla; loro erano lì, in quello che doveva essere un tranquillo campeggio, e all’improvviso l’escursione si è trasformata in una trappola.
L’innalzamento improvviso del torrente e l’isolamento nel verde
A causare il blocco è stato l’esondamento di un corso d’acqua minore, gonfiato a dismisura dalle precipitazioni intense e persistenti che hanno interessato l’intero arco tirrenico della Sicilia nord-orientale. Gli ospiti del campeggio – che avevano scelto quella zona boschiva proprio per la sua natura appartata – si sono ritrovati da un momento all’altro senza possibilità di contatto via terra. Da qui la chiamata ai soccorsi, giunta quando la situazione era ormai critica ma ancora gestibile. I vigili del fuoco, insieme ai carabinieri intervenuti sul posto, hanno dovuto fare i conti con una logistica complessa: portare via cento persone da un’area impervia, dove neppure i mezzi fuoristrada riescono a procedere agevolmente.
Elicottero, sommozzatori e una teleferica d’emergenza
La macchina dei soccorsi, come spesso accade in questi casi, si è mossa su più fronti. L’elicottero Drago 142, specializzato nel recupero in ambiente ostile, ha sorvolato l’area per ore, ma non è stato l’unico a intervenire: sul terreno, squadre ordinarie e persino sommozzatori – la cui presenza testimonia il pericolo reale rappresentato dall’acqua alta e torbida – hanno lavorato per creare un varco sicuro. La soluzione è venuta dall’alto, con l’installazione di una teleferica improvvisata tra gli alberi, un sistema che ha permesso di trasferire i campeggiatori uno a uno verso un’area chiamata «campi verdi». Lì, sul sicuro, ad attenderli c’era il personale sanitario pronto a somministrare le prime cure.
Il quadro più ampio: frane e strade che cedono nei dintorni
San Fratello non è stato l’unico centro messo in ginocchio dal maltempo. A Mistretta, poco più a sud, il cedimento di un tratto della statale 117 ha fatto temere l’isolamento completo dell’abitato, mentre smottamenti minori ma diffusi si registrano in molte aree interne, dove la viabilità secondaria è già di per sé fragile. E non è finita qui: più a nord, la statale 289 è stata chiusa nel tratto tra Grotta di San Teodoro e la stessa San Fratello, costringendo gli automobilisti a lunghe deviazioni. A Caronia e lungo la A20, invece, si segnalano cantieri e restringimenti di carreggiata che, pur non essendo legati direttamente all’emergenza, contribuiscono a rendere il quadro dei trasporti ancora più complicato.
L’operazione di recupero e l’affidamento ai sanitari
L’operazione – coordinata dalla prefettura ma gestita sul campo dai vigili del fuoco – ha richiesto diverse ore per essere completata. Nessuna delle cento persone coinvolte, va detto, ha riportato ferite gravi, se si eccettuano qualche contusione e molti abiti fradici, oltre ovviamente allo spavento. Una volta raggiunta l’area sicura, i campeggiatori sono stati sottoposti a una prima visita medica sommaria; a quel punto, per chi ne avesse avuto bisogno, è stata organizzata anche una branda calda o un passaggio verso strutture ricettive nelle vicinanze. Le piogge, intanto, non accennavano a diminuire di intensità.




