Venezia, il sindaco Venturini punta al ticket da 50 euro per i turisti giornalieri

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Il neosindaco di Venezia, Simone Venturini, insediatosi da appena tre giorni, ha già acceso un dibattito destinato a infiammare il panorama politico e turistico nazionale: la proposta di innalzare il contributo di accesso alla città lagunare fino a 50 euro per i visitatori giornalieri, una misura che, se approvata, rappresenterebbe un deciso cambio di passo rispetto alla sperimentazione attualmente in corso.

L'idea, ventilata durante un incontro con il presidente della Repubblica Sergio Mattarella e già emersa in campagna elettorale, si inserisce nel solco delle politiche di contrasto all'overtourism, un fenomeno che Venezia cerca di arginare dal 2024 con un ticket il cui costo oscilla attualmente tra i 5 euro per chi prenota con anticipo e i 10 euro per chi invece decide di pagare all'ultimo momento, una forbice che, a detta dello stesso Venturini, si è rivelata insufficiente a scoraggiare i flussi massicci.

"Se oggi è da 5 a 10 euro, la mia proposta è di portarlo dai 30 ai 50 euro per determinati giorni", ha dichiarato il primo cittadino, sottolineando come l'iniziativa, per poter diventare operativa, richieda necessariamente un confronto con il governo centrale, dal momento che il limite del contributo è definito da una legge nazionale e non può essere modificato autonomamente dal comune.

Una differenza tariffaria che non scoraggia i visitatori

I dati relativi ai primi 42 giorni di applicazione del ticket nel 2026, riferiti all'arco temporale che va dal 3 aprile al 26 luglio, sembrano dare ragione alle preoccupazioni del nuovo sindaco. Su un totale di oltre 514mila contributi versati, la maggior parte dei turisti – circa 268mila – ha optato per la tariffa piena da 10 euro, mentre meno della metà, 245mila, si è premunita in anticipo per usufruire dello sconto da 5 euro.

Questi numeri, che hanno fruttato al comune un incasso di quasi 4 milioni di euro, testimoniano come la differenza economica tra le due opzioni sia di fatto irrilevante per influenzare le scelte di chi programma una gita a Venezia. Come ha osservato l'assessore al bilancio Michele Zuin, "tra 5 e 10 euro non c'è molta differenza; se fosse più significativa, l'effetto sarebbe diverso", un'ammissione che getta le basi per la richiesta di Venturini di rendere il ticket un vero strumento di regolamentazione e non solo una fonte di gettito.

Un contributo per chi non pernotta: la proposta per disincentivare il turismo mordi e fuggi

Il ticket, che per il 2026 è stato attivato per 60 giornate – un numero ben superiore alle 29 del 2024 e alle 54 del 2025 – si applica ai visitatori che entrano in città tra le 8.30 e le 16.00, con l'obiettivo dichiarato di regolamentare il cosiddetto turismo "mordi e fuggi". Sono esentati dal pagamento i residenti, i nati a Venezia, gli studenti, i lavoratori, i bambini sotto i 14 anni e, in generale, i turisti che pernottano in città, i quali già versano la tassa di soggiorno.

La nuova proposta di Venturini, che ha già ricevuto un plauso iniziale da parte delle associazioni di categoria come gli albergatori di Ava, punta a rendere il contributo più incisivo nelle giornate di maggiore afflusso, trasformandolo in un disincentivo economico per chi intende visitare la città senza contribuire in modo significativo all'economia locale. Daniele Minotto, direttore di Ava, ha sottolineato che con una tariffa modulata e un tetto più alto, "potremmo incidere sui flussi" e ha aggiunto che 50 euro non sono una cifra eccessiva se paragonata ad altri siti di interesse mondiale.

Reazioni e criticità: il dibattito sulle limitazioni alla circolazione

L'annuncio, tuttavia, ha suscitato non poche polemiche, alimentate soprattutto dalle dichiarazioni dell'ex sindaco Massimo Cacciari, che ha bollato l'idea come una "barbarie" che riduce la città a un museo a pagamento, e dal costituzionalista Ludovico Mazzarolli, il quale ha sollevato dubbi di natura legale, osservando che se 10 euro possono essere considerati un contributo, una cifra come 50 euro potrebbe configurarsi come una limitazione alla libertà di circolazione, un principio sancito dalla Costituzione.

Nonostante le critiche, le categorie produttive, come la Confcommercio, si sono dette favorevoli, con il suo rappresentante Roberto Panciera che ha difeso la gradualità della proposta di Venturini e non ha escluso a priori nemmeno l'estensione del ticket ai residenti del Veneto, un'ipotesi che sta facendo rapidamente marcia indietro ma che ha già acceso gli animi delle città vicine.

La partita si giocherà ora a Roma, dove il sindaco dovrà ottenere il via libera per modificare la legge che fissa il tetto massimo del contributo, in un confronto che si preannuncia complesso e ricco di implicazioni per il futuro della gestione turistica di Venezia.

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