Venezia, tris al Padova e allungo: la Reggiana frena il Monza. Colpo Mantova, si salva l’Empoli
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Redazione Sport
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Nel vento gelido che spazzava il Penzo, domenica pomeriggio, il Venezia ha impartito una lezione di calcio al Padova, vincendo per 3-1 e approfittando dei passi falsi delle inseguitrici per allungare in vetta alla classifica della Serie B. La partita, un derby veneto sentito ma reso surreale dall’assenza dei tifosi ospiti — il settore ospiti limitato a poche decine di presenti ha portato una parte della tifoseria di casa a “scioperare” per i primi venti minuti — ha visto i lagunari dominare il possesso palla e il gioco, creando un divario tecnico incolmabile con i biancoscudati. La squadra di Stroppa, infatti, ha macinato gioco per novanta minuti, trovando inizialmente sulla sua strada un muro eretto dal Padova, che si presentava in laguna con un atteggiamento iper-difensivo, linee compatte formate da nove giocatori e il solo Lasagna lasciato a fare da sparring partner in avanti. Un muro che ha retto per quasi tutto il primo tempo, salvo poi essere sbriciolato dalla zuccata di Svoboda sugli sviluppi di un calcio d’angolo battuto da Busio, al minuto 40.
L’errore di Sorrentino e il raddoppio-lampo, poi la replica di Capelli non basta
Se il primo gol aveva scardinato la resistenza, l’inizio della ripresa ha chiuso i conti. Bastano undici secondi di gioco, infatti, per vedere la seconda rete dei padroni di casa: un rilancio di Stankovic, prolungato di testa da Svoboda, diventa un assist avvelenato per Doumbia, che ringrazia e ringhia sulla palla dopo un’incertezza tragicomica del portiere Sorrentino, il quale non interveniva con decisione in area, consentendo un facile tap-in al centrocampista. Un errore grave per l’estremo difensore, lo stesso che nel primo tempo, va detto, aveva evitato un passivo ben più pesante con almeno quattro parate decisive, tra cui un intervento miracoloso su Fusi a un soffio dall’intervallo. Il Venezia, poi, ha continuato a macinare gioco e al 74’ ha confezionato la ciliegina sulla torta: Kike Perez, subentrato, ha scambiato con Hainaut e dipinto un sinistro a giro da posizione defilata che si è infilato alla destra di Sorrentino per il 3. Solo allo scadere, all’82’, il Padova ha trovato il gol della bandiera con Capelli, il più lesto a calciare in porta su assist di Lasagna, punendo un calo di concentrazione dei padroni di casa.
Il Monza si ferma a Reggio Emilia, Palermo raggiunto nel finale
Un pareggio che sa di occasione sprecata, invece, per il Monza di Bocchetti, che non va oltre lo 0-0 sul campo della Reggiana. I brianzoli, alla ricerca di un successo per tenere il passo del Venezia, si sono scontrati contro una squadra granata reduce da tre sconfitte consecutive e in piena lotta salvezza, ma capace di imbrigliare il gioco avversario e di sfiorare il colpaccio in più di un’occasione, con Colombo che ha colpito una traversa nel secondo tempo. Un pari che muove la classifica degli emiliani, ma che lascia l’amaro in bocca ai monzesi. Stessa sorte, e forse ancor più amara, per il Palermo di Inzaghi, che al Barbera si è fatto rimontare per l’ennesima volta in questa stagione. Contro la Juve Stabia, i rosanero erano sotto di un gol all’intervallo per un rigore di Leone, poi nella ripresa Pohjanpalo (su rigore) e Bani avevano ribaltato il risultato, ma nel finale un Mosti volante ha firmato il 2-2 definitivo, vanificando la rimonta e allontanando ulteriormente i siciliani dalla vetta. Un punto che serve a poco per le ambizioni di promozione diretta, considerato anche il contemporaneo successo del Frosinone.
Mantova, un 3-0 per riaccendere la speranza: male l’esordio di Ashley Cole
Se in vetta il Venezia allunga, nella parte bassa della classifica il Mantova trova ossigeno puro con un netto 3-0 rifilato al Cesena, nel giorno del 115esimo compleanno della società virgiliana. Una vittoria pesantissima in ottica salvezza, maturata grazie a un primo tempo chiuso in vantaggio per un autogol di Zaro, un raddoppio nella ripresa firmato da Meroni su punizione e il sigillo finale di Mancuso in pieno recupero. Per i padroni di casa di Modesto, tre punti che valgono doppio, considerando la concomitanza dei risultati delle dirette concorrenti. Dall’altro lato, invece, serata da dimenticare per il Cesena e per il suo nuovo tecnico, Ashley Cole, al debutto sulla panchina bianconera dopo l’esonero di Mignani. La scelta di cambiare modulo, passando a un inedito 4-2-3-1, non ha sortito l’effetto sperato: la squadra è apparsa pesante e con poche idee, incapace di reggere l’urto del Mantova, tanto che nel finale dai settori occupati dai tifosi ospiti sono partiti cori inequivocabili di contestazione. Infine, un pari che sa di vittoria per l’Empoli di Caserta, che al 96esimo trova il gol del pareggio su rigore con Saporiti in casa dello Spezia, dopo essere stato sotto per gran parte della ripresa: un punto che muove una classifica bloccata e che tiene i toscani a galla in un momento delicatissimo della stagione.




