Ashley Cole, un esordio da dimenticare sulla panchina del Cesena: a Mantova finisce 3-0
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Redazione Sport
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L’impatto con il calcio italiano, questa volta in veste di tecnico, si è rivelato ben più duro del previsto per Ashley Cole. L’ex campione d’Inghilterra e del mondo con il Chelsea, chiamato a sostituire Michele Mignani dopo il pareggio interno con il Frosinone, ha fatto il suo esordio sulla panchina del Cesena e ne è uscito con le ossa rotte. Al “Martelli” di Mantova, infatti, la sua squadra non è praticamente mai scesa in campo, o meglio, ci è scesa ma è apparsa immediatamente in balia degli avversari. La festa per i 115 anni del club virgiliano si è trasformata in un incubo per i romagnoli, puniti da un secco 3-0 che ha il sapore di una pesante doccia fredda sulle ambizioni di playoff della compagine bianconera.
La prima mossa del neo tecnico inglese è stata quella di abbandonare il consolidato 3-5-2 del suo predecessore per abbracciare un più offensivo 4-2-3-1, un modulo che, sulla carta, avrebbe dovuto garantire maggiore densità in mezzo al campo e più soluzioni in fase di spinta. La pratica, si sa, è spesso ben diversa dalla teoria. Già al sesto minuto, infatti, l’undici di Cole affondava sotto i colpi di un Mantova organizzato e volitivo, guidato da un ex come Francesco Modesto che aveva preparato la partita con certosina meticolosità, consapevole dell’incognita rappresentata dal nuovo corso tecnico degli avversari. Una grande iniziativa personale di Trimboli, che saltava come birilli Guidi e Corazza, creava il caos in area e portava al primo, fatale, vantaggio.
Se il primo tempo si era chiuso con i padroni di casa in vantaggio di una rete, la ripresa è stata una vera e propria disfatta per i cesenati. Al 58esimo minuto Meroni raddoppiava e, in pieno recupero, Mancuso firmava il definitivo tris che suggellava una serata storta e senza attenuanti. La squadra, al netto del cambio di modulo e delle richieste diverse del nuovo mister, non ha mostrato né personalità né quella necessaria reazione che ci si aspetterebbe da un gruppo reduce da un avvicendamento in panchina. I dieci punti racimolati nelle ultime quindici partite rappresentano un fardello pesantissimo, un trend negativo che il solo avvicendamento tecnico non ha evidentemente scalfito.
Il silenzio del tecnico e l’amarezza dello spogliatoio
Al termine del match, come spesso accade in queste circostanze, le telecamere e i microfoni non hanno trovato Ashley Cole. La presentazione ufficiale del tecnico è infatti attesa per giovedì e lui, per ora, osserva e lavora in disparte, lasciando che siano i giocatori a esporsi in prima persona. A presentarsi in sala stampa è stato il capitano Andrea Ciofi, e il suo intervento è stato tutt’altro che accomodante. Con onestà intellettuale e una franchezza che non ammette scusanti, il difensore ha definito la prestazione “inaccettabile”, sottolineando come, nonostante i recenti cambiamenti e le inevitabili difficoltà di assimilare nuove richieste in poco tempo, un approccio del genere non possa portare da nessuna parte.
Le parole di Ciofi, più di qualsiasi analisi tecnica, fotografano lo stato d’animo di uno spogliatoio che appare confuso e fragile. L’undici schierato da Cole, con Corazza titolare dopo la doppietta al Frosinone e Vrioni dal primo minuto, non ha funzionato, e i cinque cambi nella ripresa non hanno sortito gli effetti sperati. I nuovi innesti, come Cerri per Vrioni o Bastoni e Olivieri per Ciervo e Corazza, non hanno invertito la rotta di una partita ormai saldamente in mano ai virgiliani.
Un Mantova che vola e un Cesena che sprofonda
Per il Mantova di Modesto, invece, la serata non avrebbe potuto concludersi meglio. Oltre alla goleada e ai tre punti preziosissimi in ottica salvezza, è arrivato anche un balzo in classifica che porta i biancorossi all’undicesimo posto, a quota 34 punti, agganciando il Padova bloccato a Venezia. L’unico neo di una notte perfetta è l’infortunio occorso proprio a Meroni, l’autore del secondo gol, nei minuti finali della gara; le sue condizioni verranno valutate nei prossimi giorni, ma per ora la truppa di Modesto può godersi una vittoria pesantissima per morale e classifica.
Dall’altra parte, il Cesena resta inchiodato a quota 40 punti, vedendo allontanarsi sempre di più la zona playoff e stringersi quella playout. Un tracollo, quello del “Martelli”, che suona come un campanello d’allarme per la nuova gestione Cole. L’ex terzino della Roma e della nazionale inglese dovrà lavorare sodo per raddrizzare una barca che affonda, e il tempo, in questo finale di stagione, è merce sempre più rara. Il cambio di modulo e di filosofia dovrà essere assimilato in fretta, perché il campionato non aspetta e le prestazioni inaccettabili, come le ha definite il capitano, rischiano di compromettere un’intera stagione.




