Final Fantasy 7, il director Hamaguchi: "La terza parte sarà più concisa"
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Redazione Scienza e Tecnologia
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Mentre l’attesa per l’epilogo della trilogia rimasterizzata si fa più intensa, il game director Naoki Hamaguchi ha fornito alcuni ragguagli sullo sviluppo di quello che sarà il capitolo conclusivo di Final Fantasy 7, il cui titolo ufficiale non è ancora stato svelato. In un’intervista rilasciata in occasione del Brasil Game Show, Hamaguchi ha dichiarato che la terza parte si prefigura come un’esperienza “più concisa” se paragonata al precedente Rebirth, un giudizio che, se da un lato delinea un approccio differente, dall’altro non intacca la sua personale valutazione positiva del secondo episodio, da lui non considerato “annacquato” nonostante le voci di una parte del pubblico. Proprio una fazione di giocatori, pur riconoscendo le indubbie qualità tecniche e narrative di Rebirth, ha espresso perplessità riguardo a quelle sezioni di gioco percepite come eccessivamente dilatate, ricolme di minigiochi e missioni secondarie ritenute talvolta superflue, le quali, secondo questa prospettiva, avrebbero allungato artificiosamente la durata complessiva dell’avventura senza apportare un contributo sostanziale alla trama principale.
Confronto tecnico per le nuove versioni
Parallelamente alle anticipazioni sul futuro, Square Enix ha voluto mostrare ai fan un assaggio delle prestazioni che caratterizzeranno le prossime uscite. Con l’avvicinarsi del lancio delle versioni per Nintendo Switch 2 e Xbox Series X|S di Final Fantasy 7 Remake: Intergrade, la software house ha diffuso un breve filmato che mette a confronto le diverse piattaforme. Per questa analisi visiva è stata selezionata una sequenza emblematica, ovvero la scena iniziale in cui Cloud Strife, assieme ai compagni dell’Avalanche, si introduce clandestinamente a bordo di un treno merci con l’intento di sabotare il Reattore Mako 1 piazzando un ordigno esplosivo. Il video, mettendo a paragone le edizioni per Switch 2, Xbox, PS5 e PC, offre una panoramica immediata sul rendimento grafico e sulla fluidità che i giocatori potranno aspettarsi su ciascun sistema.
Fedeltà all'opera originale
Nel corso del suo intervento, Hamaguchi ha voluto ribadire con forza la filosofia che ha guidato il team di sviluppo fin dalle prime fasi del colossale progetto. L’intenzione, ha spiegato, è stata sempre quella di preservare integralmente la struttura narrativa e ludica dell’opera originaria, senza operare tagli significativi, per un profondo senso di rispetto verso i fan che hanno custodito il ricordo del titolo del 1997. Questa scelta, che ha portato naturalmente alla suddivisione della storia in una trilogia, è stata dettata dalla volontà di non sacrificare alcun elemento, neppure quelli che potrebbero apparire marginali, pur di consegnare un’esperienza completa e fedele. Hamaguchi ha inoltre chiarito che considerazioni di budget legate ai risultati di vendita non hanno mai influito sulla pianificazione o sull’ambizione del progetto, il quale procede senza compromessi verso il suo atteso compimento.
Lo sviluppo del terzo capitolo
Attualmente in piena fase di realizzazione presso gli studi di Square Enix, la terza parte di Final Fantasy 7 Remake procede secondo i piani tracciati. Il direttore ha sottolineato come l’obiettivo primario del team sia rimanere il più possibile aderenti allo spirito dei titoli classici, assicurando che nulla di quanto presente nei due capitoli originali verrà tralasciato. Sebbene l’aggettivo “concisa” possa far pensare a un ritmo più serrato, ciò non implica una riduzione dei contenuti quanto piuttosto una loro organizzazione più compatta, forse in risposta ai feedback ricevuti. Hamaguchi, senza scendere in dettagli specifici che possano svelare anticipazioni sulla trama, ha espresso la sua fiducia nel fatto che il prodotto finale riuscirà a soddisfare le aspettative di tutti, concludendo degnamente un viaggio cominciato anni fa.




