Addio a Bruno Gagliano, la drag queen Kastadiva trovata morta a Roma

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   L’alba di sabato 25 gennaio ha portato con sé una scoperta tragica in un condominio di via Apiro, nel quartiere romano di Colle Salario. Una residente, affacciandosi come di consueto al proprio balcone, si è imbattuta nella silenziosa e sconvolgente presenza di un Corpo senza vita, quello di un uomo vestito di nero che giaceva inerme pochi metri dalla sua porta-finestra. L’immediato allarme, l’arrivo dei soccorsi e l’intervento dei carabinieri hanno dato il via a una macchina investigativa, i cui primi accertamenti – suffragati poi dall’esame autoptico – non hanno lasciato spazio a interpretazioni: si tratta di un gesto volontario, una caduta dal piano superiore dove l’uomo risiedeva. La vittima è stata identificata come Bruno Gagliano, quarantenne noto nella scena dello spettacolo con il nome d’arte di Kastadiva.

La carriera artistica e il cambio di vita

Bruno Gagliano, che sotto i riflettori aveva scelto per sé l’identità scintillante di Kastadiva, era una figura storica del celebre locale Muccassassina, tempio della movida capitolina e palcoscenico per generazioni di artisti. Aveva conquistato nel 2017 il Titolo di Miss Drag Queen Lazio, consolidando una presenza che, attraverso esibizioni caratterizzate da ironia e talento, aveva segnato molte serate romane. Da qualche tempo, però, aveva deciso di appendere al chiodo parrucche e abiti di scena per dedicarsi a tempo pieno alla professione di truccatore, intraprendendo un nuovo capitolo professionale pur senza rinnegare il passato che lo aveva reso popolare. Una transizione, questa, che rende la sua scomparsa ancor più improvvisa e dolorosa per chi ne aveva seguito l’evoluzione.

Le indagini e le reazioni

I militari dell’Arma, giunti sul luogo del ritrovamento, hanno avviato le consuete attività di polizia giudiziaria per ricostruire con precisione la dinamica dell’accaduto, ascoltando i condomini e esaminando gli ambienti. Le prime informazioni, come spesso avviene in casi analoghi, hanno circolato rapidamente, ma sono state le indagini successive a chiarire i contorni del fatto. La notizia ha iniziato a diffondersi nell’ambiente artistico e tra i conoscenti, suscitando un’onda di sconcerto e cordoglio. Tra i primi a esprimere pubblicamente il proprio dolore c’è stata l’artista e attivista Vladimir Luxuria, che ha commentato la tragedia definendola “una brutta notizia”, parole semplici che racchiudono lo smarrimento di un intero settore dello spettacolo.

Un vuoto difficile da colmare

La scomparsa di Bruno Gagliano, al di là delle circostanze che ne hanno decretato la fine, lascia un segno profondo in un mondo, quello del drag e dello spettacolo underground, che da sempre rappresenta non solo intrattenimento ma anche un veicolo di identità e libertà espressiva. La sua figura, per quanto si fosse ritirata dalle scene, restava un punto di riferimento, un tassello di una storia collettiva fatta di sfavillii e notti indimenticabili. Il silenzio che ora accompagna il suo nome parla di un’assenza improvvisa, di una vita interrotta che molti ricordano per la sua energia e per il contributo dato a una forma d’arte che continua a evolversi, portando con sé anche la memoria di chi, come Kastadiva, ne ha tracciato il percorso.

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