Piazza Affari in volata, bancarie in testa al rally. Juventus ancora sorretta da rumors Tether
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Redazione Economia
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L'apertura della settimana di Borsa si è rivelata particolarmente tonica per gli indici europei, i quali, mentre attendono i dati odierni sul mercato del lavoro statunitense, hanno registrato rialzi diffusi che hanno trovato il loro epicentro proprio a Milano. Piazza Affari, infatti, ha chiuso la seduta del 15 dicembre in netto rialzo, conquistando la "maglia rosa" continentale con un guadagno dell'1,39% che ha portato l'indice Ftse Mib a 44.116 punti. Sebbene possa sembrare prematuro, ad alcuni osservatori, definire già questo slancio come l'inizio del classico "rally di Natale", è indubbio che la prima seduta utile abbia gettato solide basi per quella che potrebbe configurarsi come la volata finale di un 2025 già generoso per le borse del Vecchio Continente, come del resto testimonia – senza bisogno di ulteriori commenti – il rimarchevole incremento del 29% che il listino milanese ha accumulato dall'inizio dell'anno a oggi.
Il traino decisivo delle finanziarie
A trainare l'indice, in una giornata che ha visto la quasi totalità dei listini europei chiudere in territorio positivo nonostante le ombre sull'economia cinese e le perplessità sulla solidità dell'intelligenza artificiale, è stato in maniera plateale il comparto bancario e del risparmio gestito. Tra i titoli che hanno maggiormente brillato, svettano Monte dei Paschi di Siena, che ha segnato un +2,74%, e Banca Mediolanum, la cui quotazione è salita del 2,66%. A questi si affiancano, con performance altrettanto robuste, Popolare di Sondrio e Banco Bpm, entrambe cresciute del 2,66% la prima e del 2,63% la seconda, mentre Bper Banca ha registrato un rialzo del 2,46%. Non sono state da meno le due principali realtà del settore, Intesa Sanpaolo e UniCredit, che hanno chiuso la giornata con un identico incremento del 2,12%, contribuendo in maniera decisiva al risultato complessivo del paniere.
La Juventus continua la sua corsa speculativa
Fuori dal comparto finanziario, ma ugualmente sotto i riflettori degli investitori, ha proseguito la sua corsa volatile la Juventus. Il Titolo, dopo il boom del giorno precedente – quando era schizzato del 18% in seguito alla diffusione di rumors riguardanti una possibile nuova offerta di Tether alla holding Exor per l'acquisizione del controllo della società –, ha vissuto una seduta altalenante. In apertura, infatti, ha toccato un calo del 3%, per effetto di alcune operazioni di realizzo del profitto da parte di chi aveva comprato nella fase rialzista; una dinamica, questa, piuttosto comune in simili frangenti. Tuttavia, la suggestione legata a possibili sviluppi dell'operazione ha ripreso rapidamente il sopravvento, portando il titolo a invertire la rotta e a viaggiare, nel corso della mattinata, in rialzo di circa il 2% a 2,65 euro, consolidando così una parte sostanziale dei guadagni eccezionali del giorno prima.
Performance contrastanti nel resto del listino
La giornata, per quanto positiva nel complesso, non è stata però uniforme per tutti i settori. Accanto alle brillanti performance delle banche e del titolo bianconero, si sono registrate infatti delle flessioni in alcuni nomi rilevanti. È il caso, ad esempio, di Diasorin e di Tenaris, le cui quotazioni hanno chiuso la seduta in territorio negativo, evidenziando come la spinta rialzista sia stata settoriale e selettiva. Questo andamento differenziato sottolinea una cautela di fondo degli investitori, i quali, pur premiando alcuni comparti considerati solidi o allettati da specifiche notizie societarie, mantengono un atteggiamento vigilante verso altri, probabilmente in attesa di indicatori macroeconomici più chiari o di sviluppi concreti sulle voci di mercato che hanno animato le trattative.




