Sarezzo, operaio di 47 anni muore schiacciato nel cestello elevatore alle Acciaierie Venete

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Un operaio di 47 anni è morto nella giornata di martedì 20 ottobre dopo essere rimasto schiacciato all'interno di un cestello elevatore nello stabilimento delle Acciaierie Venete di Sarezzo, in provincia di Brescia. L'uomo, dipendente di una ditta esterna impegnata in alcuni interventi di manutenzione nel sito siderurgico della Valtrompia, si trovava a bordo della piattaforma quando, secondo una prima ricostruzione, il cestello sarebbe stato urtato da un mezzo pesante in movimento.

La dinamica dell'infortunio mortale

L'allarme è scattato intorno alle 6.30 del mattino, all'inizio del turno di lavoro. Stando alle prime informazioni raccolte sul posto, una ruspa avrebbe urtato il cestello elevatore provocando lo schiacciamento del lavoratore tra le sponde della struttura. Le condizioni dell'uomo sono apparse immediatamente gravissime: dopo le manovre di rianimazione praticate dai soccorritori del 118, il 47enne è stato trasportato in codice rosso al pronto soccorso degli Spedali Civili di Brescia, dove è deceduto poco dopo a causa delle lesioni riportate.

A dare l'allarme sarebbero stati i colleghi presenti in stabilimento.

Gli accertamenti e la sospensione delle attività

Sul luogo dell'incidente sono intervenuti i carabinieri della stazione di Villa Carcina e di Gardone Val Trompia, insieme ai vigili del fuoco e ai tecnici dell'Ats di Brescia, incaricati degli accertamenti sulla sicurezza e della ricostruzione dell'esatta dinamica dell'accaduto. Le cause e le eventuali responsabilità sono ancora in fase di verifica.

Nel frattempo, le organizzazioni sindacali Fim Cisl, Fiom Cgil e Uilm, insieme alla rappresentanza sindacale unitaria, hanno concordato con la dirigenza aziendale la sospensione di tutte le attività dello stabilimento fino alla giornata di mercoledì 21 ottobre.

Il contesto delle morti sul lavoro in Italia

L'incidente di Sarezzo rientra in un quadro nazionale che continua a registrare numeri elevati di vittime sul lavoro. Secondo il rapporto annuale presentato dall'Inail, nel 2025 in Italia si sono verificati 1.189 decessi legati ad attività lavorative: un dato inferiore di 37 unità rispetto all'anno precedente, con una variazione in calo del 3,02 per cento, ma che corrisponde comunque a una media superiore a tre morti ogni giorno.

Il settore siderurgico, per la presenza di macchinari pesanti e aree in cui si svolgono lavorazioni complesse, è da sempre uno degli ambienti a maggiore rischio infortunistico.

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