Scossa di terremoto in Irpinia, magnitudo 3.6 con epicentro a Grottolella

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Una scossa di terremoto, classificata dalla Rete Sismica Nazionale con una magnitudo ML 3.6, ha interessato il settore avellinese dell'Irpinia nel primo pomeriggio di venerdì 24 ottobre, precisamente alle ore 14:40. L'evento sismico, il cui ipocentro è stato localizzato a sedici chilometri di profondità nel sottosuolo, ha avuto il suo epicentro a un solo chilometro a est del centro abitato di Grottolella, un comune noto per essere inserito in una delle aree a più alta pericolosità sismica della penisola, come del resto attestato dalla Mappa della pericolosità sismica MPS04. La natura profonda del movimento tellurico, nonostante l'entità non elevatissima della magnitudo, ne ha amplificato la percezione, facendolo avvertire in maniera distinta in un'area piuttosto vasta che ha travalicato i confini provinciali.

Una percezione amplificata oltre i confini

La vibrazione del terreno, la quale si è protratta per alcuni secondi, è stata avvertita in modo netto non soltanto nell'Irpino e nel Sannio beneventano, ma ha raggiunto con una sua chiara avvisaglia anche diverse zone della provincia di Salerno, spingendosi fino al Vallo di Diano, e persino alcuni settori del Napoletano, dove la popolazione ha segnalato il distinto tremolio. Questo aspetto, che potrebbe apparire singolare per una magnitudo di 3.6, trova una sua plausibile spiegazione nella profondità ipocentrale, un fattore che spesso permette alle onde sismiche di propagarsi per distanze maggiori, interessando un bacino di popolazione più ampio rispetto a un evento simile ma con un ipocentro più superficiale.

Il silenzio sismico delle ore successive

Un dato significativo, emerso dal monitoraggio costante effettuato dall'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, riguarda l'assenza completa di repliche nelle due ore immediatamente successive alla scossa principale. Questo periodo di quiete sismica, che gli esperti monitorano con attenzione in casi del genere, fornisce un quadro preliminare dell'evento, sebbene la dinamica dei terremoti sia per sua natura complessa e difficilmente prevedibile. La zona, che storicamente è stata funestata da eventi ben più distruttivi, rimane sotto osservazione, data la sua consolidata classificazione di alta pericolosità.

La situazione nei comuni più vicini all'epicentro

Nei comuni che si trovano entro un raggio di cinque chilometri dall'epicentro, la scossa è stata percepita con un'intensità maggiore, sebbene, secondo le prime e sommarie verifiche effettuate dalle forze locali, non siano stati riscontrati danni a persone o a cose, né all'edificato pubblico né a quello privato. La fortunata assenza di conseguenze materiali rilevanti ha evitato l'attivazione di protocolli di emergenza, permettendo alla vita quotidiana di riprendere il suo normale corso dopo i momenti di apprensione che hanno naturalmente accompagnato l'evento. La terra, dopo aver tremato, è così tornata al suo consueto silenzio.

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