Il pool tv della Casa Bianca si ferma dopo il bando a Cnn: le reti non coprono più Trump

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Il pool televisivo della Casa Bianca ha sospeso la copertura degli eventi ufficiali di Donald Trump. La decisione arriva dopo che l'amministrazione ha escluso Cnn dal ruolo di emittente designata per la giornata di lunedì, impedendole di seguire il presidente nella sua trasferta a New York per l'Assemblea generale delle Nazioni Unite. A riferirlo è stata la stessa Cnn, spiegando che il gruppo di rete che si alterna nella copertura condivisa degli spostamenti presidenziali ha deciso di non nominare alcun sostituto al posto dell'emittente bandita.

La protesta delle cinque reti

La decisione è maturata all'interno del pool composto da Abc, Cbs, Cnn, Nbc e Fox News, le cinque grandi emittenti che da decenni si alternano nella copertura video degli eventi presidenziali, condividendo le immagini con le altre testate che non possono disporre di troupe proprie.

In una nota congiunta, le reti hanno motivato la sospensione con la necessità di difendere l'interesse del pubblico a ricevere informazioni accurate e indipendenti sul proprio governo, aggiungendo che nessuna amministrazione dovrebbe limitare un'organizzazione giornalistica a causa del contenuto delle sue pubblicazioni. La comunicazione della sospensione è stata inviata ai membri del pool da Bryan Boughton, capo dell'ufficio di Washington di Fox News e presidente del pool televisivo, il quale ha precisato che non sarebbe stata messa in campo alcuna troupe sostitutiva.

Il divieto e la causa delle tre testate

Il provvedimento restrittivo era stato annunciato venerdì 18 settembre, quando Trump ha dichiarato che Cnn, Ms Now e Politico sarebbero state escluse dall'accesso alla Casa Bianca. Il giorno successivo, i giornalisti delle tre testate si sono visti negare l'ingresso nel complesso presidenziale e, in alcuni casi, i loro lasciapassare sono stati fisicamente confiscati dal Secret Service.

Lunedì mattina, le tre organizzazioni hanno annunciato il deposito di una causa presso il tribunale federale di Washington, fondata sul Primo Emendamento, che garantisce la libertà di stampa, e sul Quinto Emendamento, che tutela il diritto a un giusto processo. Nella loro dichiarazione congiunta, le testate hanno affermato di voler difendere il principio secondo cui non spetta al governo decidere cosa la stampa riporta o pubblica, definendo il bando un attacco diretto ai diritti costituzionali.

La richiesta di udienza urgente potrebbe portare il caso davanti a un giudice già nel corso della settimana.

Le reazioni politiche e le dichiarazioni della Casa Bianca

La portavoce dell'associazione dei corrispondenti dalla Casa Bianca, Jacqui Heinrich, che lavora per Fox News, ha preso posizione a difesa delle testate colpite, ricordando che la Costituzione protegge la libertà di stampa da interferenze governative e che il pubblico ha diritto a un resoconto completo e indipendente delle attività presidenziali.

La Casa Bianca ha respinto le accuse di voler colpire la libera stampa, sostenendo attraverso un messaggio pubblicato sui social da Trump che l'obiettivo è contrastare quelle che il presidente definisce fake news, descritte come una minaccia alla sicurezza nazionale. Il vicepresidente Jd Vance ha difeso la misura, sostenendo che le testate non sono state escluse dal riferire ma hanno perso un accesso privilegiato.

Dal canto suo, l'ex presidente Barack Obama è intervenuto sul tema durante un intervento presso la Colgate University, chiedendo come avrebbe reagito l'opinione pubblica se una misura simile fosse stata adottata dalla sua amministrazione nei confronti di Fox News.

Un precedente e il meccanismo del pool

L'esclusione di Cnn dal pool televisivo rappresenta una rottura con una prassi consolidata da decenni. Il sistema prevede che le cinque grandi reti si alternino nell'inviare una troupe composta da un operatore, un tecnico audio e un produttore o giornalista, il quale coordina il feed live e pone domande al presidente. Questo meccanismo consente di contenere i costi e di evitare il sovraffollamento di telecamere negli spazi ridotti della Casa Bianca, garantendo al contempo la diffusione delle immagini a centinaia di testate in tutto il mondo.

Non è la prima volta che l'amministrazione Trump adotta misure restrittive nei confronti della stampa: nei mesi scorsi l'agenzia Associated Press era stata esclusa da alcuni eventi presidenziali dopo aver rifiutato di adottare la denominazione "Golfo d'America" al posto di "Golfo del Messico" nei suoi articoli. La vicenda aveva portato a un ricorso legale ancora pendente.

La sospensione del pool televisivo lascia ora incerta la copertura video degli spostamenti presidenziali previsti nei prossimi giorni, a partire dagli incontri che Trump avrà a margine dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite.

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