Trump ancora contro i media, la Casa Bianca nega di nuovo l'accesso a Cnn: "No fake news"
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Redazione Esteri
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Donald Trump torna all'attacco dei media che, secondo la sua valutazione, diffonderebbero notizie false. "Niente fake news alla Casa Bianca", ha scritto il presidente americano su Truth, dopo che un giudice federale aveva sospeso per 14 giorni la messa al bando di Cnn, Ms Now e Politico dalla sala stampa della presidenza. Questa situazione, ha aggiunto, "è andata avanti troppo a lungo, con un costo enorme per il nostro paese".
Il bando annunciato il 18 settembre
La vicenda comincia il 18 settembre, quando Trump annuncia su Truth Social di voler escludere Cnn, Ms Now e Politico dall'accesso alla Casa Bianca. L'accusa è quella di diffondere servizi giornalistici che a suo giudizio costituiscono "fake news". Il giorno successivo ai cronisti delle tre testate viene materialmente negato l'ingresso e i loro pass vengono confiscati dal Secret Service. La misura scatena una reazione compatta del settore: la White House Correspondents' Association chiede all'amministrazione di ripristinare subito l'accesso ai media esclusi.
La decisione del giudice Kelly
Il 24 settembre arriva la prima decisione: il giudice federale Timothy Kelly ordina all'amministrazione Trump di ripristinare immediatamente l'accesso alla Casa Bianca per Cnn, Ms Now e Politico. Il provvedimento è un'ordinanza restrittiva temporanea valida 14 giorni. Secondo il magistrato, la revoca senza preavviso degli accrediti ai tre media "ha probabilmente violato i loro diritti costituzionali" che garantiscono la libertà di stampa.
Kelly ha inoltre respinto l'argomento del governo secondo cui il bando sarebbe stato motivato da preoccupazioni legate alla sicurezza nazionale.
Un elemento che rende la pronuncia significativa è che si tratta di un giudice nominato dallo stesso Trump, il quale ha rilevato come il giusto processo non sia stato rispettato nella revoca dei pass. Non è la prima volta che Kelly si trova a esaminare un caso di questo tipo: nel 2018 era già intervenuto in una controversia riguardante la Cnn, ordinando allora il ripristino dell'accredito alla Casa Bianca del giornalista Jim Acosta.
L'accesso negato nonostante l'ordinanza
La reazione dell'amministrazione non è stata di immediata piena esecuzione. Nonostante l'ordinanza, giovedì mattina i cronisti delle testate bandite risultavano ancora impossibilitati a entrare nel complesso della Casa Bianca. Un giornalista di Politico è stato bloccato all'ingresso, così come una reporter di Ms Now, mentre a un produttore della Cnn è stato invece consentito l'accesso con il suo tesserino. I tre media hanno chiesto al giudice un'udienza di emergenza per sollevare l'inadempienza dell'amministrazione davanti all'ingiunzione emessa.
Il ricorso delle tre testate
Cnn, Ms Now e Politico avevano presentato ricorso sostenendo di essere state colpite non per motivi amministrativi, ma per il contenuto delle loro notizie e dei loro commenti sull'amministrazione. Secondo le tre testate, il provvedimento costituisce una discriminazione basata sul punto di vista e una violazione del Primo Emendamento della Costituzione degli Stati Uniti, che tutela la libertà di espressione e di stampa.
Nella loro azione legale, le tre organizzazioni hanno definito il bando una violazione "diretta" del Primo Emendamento e una violazione "flagrante dei nostri principi costituzionali più fondamentali".
La solidarietà degli altri network
Dopo l'esclusione delle tre testate, altri grandi network hanno mostrato solidarietà. Abc, Cbs, Nbc e persino Fox News, tradizionalmente vicino a Trump, hanno annunciato di sospendere collettivamente la copertura televisiva degli eventi pubblici del presidente. Il pool che avrebbe dovuto seguire Trump alla cerimonia per il nuovo eliporto della Casa Bianca è rimasto vuoto, tanto che il discorso del presidente è risultato in gran parte privo di audio utilizzabile.
La nuova esclusione dall'Air Force One
La vicenda non si è fermata alla sala stampa della Casa Bianca. Pochi giorni dopo, Cnn è stata esclusa anche dal viaggio presidenziale sull'Air Force One per la trasferta in Tennessee, dove Trump avrebbe seguito una partita di football universitario. La Casa Bianca ha confermato che l'emittente non sarebbe stata a bordo, senza indicare alcun sostituto nel programma preliminare del presidente. Al suo posto è stato inserito il media conservatore Real America's Voice, che non fa parte del pool televisivo tradizionale.
Cnn ha commentato definendo la mossa "l'ultima offensiva dell'amministrazione Trump contro Cnn e più in generale contro il pool della Casa Bianca".
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