Gratteri, “Sapevano tutto sulle infiltrazioni della ‘ndrangheta a San Siro”
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Sport
-
Il procuratore Nicola Gratteri ha rivelato di aver trasmesso, anni fa, alla Procura di Milano, intercettazioni riguardanti le infiltrazioni della ‘ndrangheta nell’area di San Siro. Le dichiarazioni di Gratteri, magistrato impegnato da anni nella lotta alla criminalità organizzata calabrese, gettano nuova luce sulle attività delle cosche nel capoluogo lombardo, sottolineando come il fenomeno fosse già noto alle autorità giudiziarie locali da tempo.
Nel frattempo, la Curva Nord dell’Inter, travolta dall’inchiesta della Procura di Milano che ha portato all’arresto di 19 persone, cerca di riorganizzarsi. Con tutta la catena di comando spazzata via, gli ultras nerazzurri hanno informato la questura sulle nuove dinamiche: al secondo anello verde di San Siro, dal prossimo 27 ottobre, giorno di Inter-Juventus, ci sarà lo striscione “1969 uniti fieri mai domi”. Nino Ceccarelli, capo storico, è la figura di garanzia del nuovo direttivo.
Il comunicato del tifo organizzato nerazzurro, il primo dopo l'inchiesta dell'Antimafia, ammette gli errori commessi: “È giusto riconoscere come la deriva che ci ha travolto sia stata anche conseguenza della nostra leggerezza nel monitorare la gestione organizzativa ed economica della Nord”. La Curva Nord dell’Inter prova a rimettersi in piedi dopo il terremoto provocato dall’inchiesta sugli ultrà nerazzurri e rossoneri, che ha portato all’arresto di 19 persone.
L'indagine “Doppia curva” ha di fatto azzerato le due tifoserie, con la tempesta mediatica e giudiziaria che si è abbattuta sulla Nord, rischiando di cancellare 55 anni di storia ultras nerazzurra.




