Affari a Porto Cervo per i capi ultras dell'Inter

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Andrea Beretta e Antonio Bellocco, noti capi ultras dell'Inter, avevano puntato la Sardegna per i loro affari, non accontentandosi del giro milionario attorno allo stadio San Siro e al club neroazzurro. Le intercettazioni delle forze dell'ordine hanno rivelato le loro mire in Costa Smeralda, in particolare un lucroso investimento in un beach bar sulla spiaggia Liscia Ruja di Porto Cervo. Il procuratore Nicola Gratteri ha confermato di aver trasmesso anni fa alla Procura di Milano le intercettazioni riguardanti le infiltrazioni della 'ndrangheta nell'area di San Siro, gettando nuova luce sulle attività delle cosche nel capoluogo lombardo. Gratteri, magistrato impegnato da anni nella lotta alla criminalità organizzata calabrese, ha sottolineato come il fenomeno fosse già noto alle autorità giudiziarie locali da tempo.

Nel frattempo, la Curva Nord dell'Inter ha rotto col passato, cantando "Noi abbiamo l'Inter nel cuore" fin dal primo minuto della sfida contro il Torino. Il marchio CN69, presente nel secondo anello, non esiste più, come annunciato dagli ultras dell'Inter con un comunicato pubblicato su Instagram. La tempesta mediatica e giudiziaria che si è abbattuta sulla Nord ha rischiato di cancellare 55 anni di storia ultras nerazzurra. La Curva Nord ha riconosciuto come la deriva che li ha travolti sia stata anche conseguenza della loro leggerezza nel monitorare la gestione organizzativa ed economica della Nord.

Le indagini della Procura di Milano hanno ricostruito l'affare di Beretta e Bellocco, evidenziando come i due capi ultras stessero lavorando ad un investimento in un beach bar sulla spiaggia Liscia Ruja di Porto Cervo. Le dichiarazioni di Gratteri hanno confermato che le infiltrazioni della 'ndrangheta nell'area di San Siro erano già note alle autorità giudiziarie locali da tempo. La Curva Nord dell'Inter, nel frattempo, ha cercato di ripartire, cantando "Noi abbiamo l'Inter nel cuore" durante la sfida contro il Torino, e annunciando la fine del marchio CN69 con un comunicato su Instagram. La tempesta mediatica e giudiziaria ha rischiato di cancellare 55 anni di storia ultras nerazzurra, ma la Curva Nord ha riconosciuto la propria leggerezza nel monitorare la gestione organizzativa ed economica della Nord.

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