Carburanti, nuovi rincari e prezzi ai massimi dal 2022: la denuncia delle associazioni dei consumatori
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Redazione Economia
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Il caro-carburanti non dà tregua e le rilevazioni dell'Osservatorio del Mimit, rese note nella giornata di oggi dal ministero delle Imprese e del Made in Italy, fotografano una situazione destinata a pesare ancora sulle tasche degli automobilisti italiani. La benzina in modalità self service lungo la rete stradale nazionale ha raggiunto i 2,039 euro al litro, in rialzo rispetto ai 2,027 euro di ieri, mentre per il gasolio il prezzo medio è salito a 2,147 euro al litro, contro i 2,131 euro del giorno precedente.
Un incremento che, seppur contenuto nell'arco delle ventiquattro ore, conferma una tendenza al rialzo che riporta i listini verso quei livelli che non si toccavano ormai dal 2022.
I rincari sulla rete autostradale e il balzo delle quotazioni internazionali
Ancor più elevati, come prevedibile, i prezzi praticati lungo la rete autostradale, dove il self service per la benzina raggiunge i 2,124 euro al litro (ieri 2,110) e quello per il gasolio tocca i 2,221 euro al litro, in netta crescita rispetto ai 2,206 euro di ieri. Le quotazioni internazionali, del resto, continuano a spingere verso l'alto i costi alla pompa: dopo una seduta che aveva visto il diesel galoppare, nella giornata di ieri è stata la volta della benzina, con un incremento che ha subito trovato riscontro nelle strategie commerciali dei principali operatori.
Sul fronte dei prezzi consigliati, IP ha annunciato un rincaro di due centesimi per la benzina e di tre per il diesel, mentre Q8 e Tamoil hanno optato per un aumento di un centesimo sulla verde e di due centesimi sul gasolio.
Il superamento della soglia psicologica dei 2 euro e i numeri dell'osservatorio
La soglia psicologica dei due euro al litro, per la benzina self service, è ormai ampiamente superata e la media nazionale si attesta stabilmente su valori che non facevano registrare picchi simili da oltre due anni, quando lo scoppio del conflitto in Ucraina aveva sconvolto i mercati energetici. Più contenuta, per il momento, la dinamica dei prezzi del GPL, che si mantiene fermo a 0,745 euro al litro, mentre il metano ha subito una lieve impennata portandosi a 1,699 euro al chilogrammo.
L'aumento generalizzato, come sottolineato dalle associazioni dei consumatori che hanno prontamente denunciato i nuovi rincari, colpisce una fascia ampia della popolazione e rischia di tradursi in un effetto domino sull'intero sistema dei costi dei beni di largo consumo, dal momento che il trasporto delle merci grava in larga misura sul prezzo finale dei prodotti esposti sugli scaffali.
Le proteste delle associazioni e l'impatto sulle famiglie italiane
Le sigle dei consumatori, che avevano già lanciato l'allarme nelle scorse settimane, tornano a puntare il dito contro quella che definiscono una vera e propria stangata per le famiglie, con aumenti che nell'arco degli ultimi mesi avrebbero eroso in modo significativo il potere d'acquisto delle retribuzioni.
Secondo le stime proposte da alcune delle principali organizzazioni, il rincaro medio registrato sulla benzina e sul gasolio si tradurrebbe in un aggravio di spesa complessivo di circa 85 centesimi a pieno per un'automobile di media cilindrata, un dato che, moltiplicato per i consumi medi di un nucleo familiare, finisce con l'incidere pesantemente sul bilancio mensile.
La denuncia, peraltro, arriva in un momento in cui il governo è impegnato nella definizione delle prossime manovre economiche e la pressione fiscale sui carburanti resta al centro del dibattito politico, anche se al momento non risultano interventi immediati per arginare la corsa dei listini.
Nel frattempo, è operativa la piattaforma per richiedere il bonus gasolio destinato alle imprese agricole e della pesca, un meccanismo che prevede agevolazioni specifiche per alcuni settori produttivi particolarmente esposti ai costi dell'energia e che mira a contenere gli effetti negativi delle oscillazioni del mercato internazionale.
Resta alta, tuttavia, l'attenzione degli automobilisti, che quotidianamente si confrontano con i cartelli dei distributori e con una dinamica dei prezzi che, dopo una breve fase di relativa stabilità, sembra aver ripreso a galoppare senza che si intravedano all'orizzonte elementi di inversione di tendenza, almeno nel breve periodo.
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