Il pos che scova il nero: 5,3 miliardi emersi dall’incrocio con i registratori di cassa
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Redazione Economia
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L’obbligo di allineamento telematico tra Pos e registratori telematici (gli ex registratori di cassa, per capirci) ha iniziato a dare i suoi frutti, e i numeri – come spesso accade in questi casi – parlano un linguaggio che nemmeno i più ottimisti si sarebbero aspettati.
Nei primi cinque mesi di applicazione della norma, entrata in vigore il primo gennaio, il fisco ha potuto mettere a segno un colpo importante: 115 milioni di scontrini in più trasmessi telematicamente, che si traducono in un incremento della base imponibile pari a 5,3 miliardi di euro. italiaoggi +3
Il dato, diffuso dal direttore dell’Agenzia delle Entrate Vincenzo Carbone durante un convegno alla Camera dei Deputati per i cinquant’anni di Sogei, rappresenta la fotografia immediata di come la tecnologia, quando applicata alla compliance fiscale, possa ridurre drasticamente gli spazi per l’economia sommersa. repubblica +3
La stretta sui pagamenti elettronici
Non si tratta di una nuova tassa, né tantomeno di un balzello escogitato in qualche stanza ministeriale, bensì della semplice emersione di denaro che già circolava (e che veniva incassato) ma che, fino a ieri, sfuggiva meticolosamente ai radar dell’Agenzia delle Entrate. ilmessaggero +3
Il meccanismo è, in fondo, semplice nella sua efficacia: incrociando i flussi dei pagamenti digitali con i corrispettivi trasmessi giornalmente, il sistema è in grado di segnalare automaticamente quelle discrasie – magari involontarie, spesso no – tra quanto incassato realmente tramite carte e bancomat e quanto dichiarato dal commerciante.
Una partita doppia che diventa, per gli esercenti, un potente deterrente: nascondere una transazione tracciata è ormai un’impresa, se non impossibile, quantomeno destinata a lasciare tracce indelebili. quifinanza +3
I numeri della riemersione fiscale
L’annuncio di Carbone, ripreso da diverse testate, ha confermato come l’integrazione tra i sistemi – che ha riguardato circa 1,6 milioni di registratori telematici – stia producendo un effetto a catena sulla moralità fiscale.
Si pensi, solo per dare un ordine di grandezza, al fatto che il viceministro dell’Economia Maurizio Leo ha potuto rivendicare un recupero complessivo di 101 miliardi di euro nel triennio 2023-2025, frutto di un’azione congiunta che vede in prima linea la Guardia di Finanza e la stessa Sogei. ilsole24ore +3
I 5,3 miliardi emersi in pochi mesi, quindi, non sono un caso isolato, ma il tassello più recente di una strategia che punta a digitalizzare l’intera filiera degli adempimenti tributari. economymagazine +3
La reazione delle categorie economiche
Nel frattempo, sul territorio, la pressione si fa sentire. Un convegno organizzato da Confesercenti nella Camera di Commercio provinciale, intitolato significativamente “Dal pos al profitto”, ha registrato il tutto esaurito tra titolari di bar, ristoranti e attività di somministrazione.
Un segnale, questo, che la categoria percepisce il mutamento di passo e cerca strumenti – contabili e gestionali – per navigare in un mare dove la trasparenza non è più un’opzione, ma un obbligo di legge. italiaoggi +3
La sfida, insomma, è appena cominciata: se da un lato i dati confortano l’erario, dall’altro impongono agli esercenti un salto culturale che, a giudicare dall’affluenza ai corsi di aggiornamento, molti sono pronti ad affrontare pur di evitare sanzioni o, peggio, controlli più serrati. teamsystem +3




