L’Italia del baseball spazza via il Messico, ora i quarti contro Portorico
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Redazione Sport
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Non c’è stato bisogno di fare ricorso a quell’arzigogolo matematico, un vero e proprio mal di testa fatto di quozienti e difensive outs, per decidere le sorti del girone. L’Italia del baseball, dopo aver già sorpreso tutti battendo gli Stati Uniti, ha letteralmente dominato il Messico con un netto 9-1, chiudendo la fase a gironi del World Baseball Classic a punteggio pieno. La squadra guidata da Francisco Cervelli, che di questa straordinaria cavalcata è l’architetto principale, ha così centrato l’accesso ai quarti di finale da prima classificata del Pool B, regalandosi un'impresa che mancava nella storia di questo sport in azzurro. Il manager, con quel suo modo di comunicare diretto e privo di fronzoli, aveva sintetizzato alla vigilia il pensiero del gruppo in un messaggio chiaro ai suoi: niente calcoli, solo vincere. E loro lo hanno preso in parola.
A trascinare la formazione azzurra ci ha pensato, tra gli altri, Vinnie Pasquantino, capitano e vero simbolo di questa nazionale composta in larga parte da italo-americani. Il giocatore dei Kansas City Royals ha letteralmente surclassato il Messico da solo, mettendo a segno tre fuoricampo solitari, una tripletta che rappresenta una prima assoluta nella storia del torneo. Ogni suo ritorno in panchina, dopo aver girato le basi, è stato l'occasione per celebrare secondo il rito che ormai contraddistingue questa squadra: la giacca elegante, un espresso offerto dal capitano e due baci sulla guancia, un gesto che, al di là della coreografia, sottolinea la compattezza e lo spirito di un gruppo che ha fatto della propria identità culturale un punto di forza. Ma la prestazione di Pasquantino, per quanto clamorosa, non è stata che la punta dell'iceberg di una prova corale di altissimo livello.
Sul monte di lancio, a dirigere l'orchestra, c'era Aaron Nola, l'asso dei Philadelphia Phillies, che ha offerto cinque riprese di assoluta qualità, concedendo solo quattro valide e una base ball e mettendo a segno cinque strikeout, spegnendo sul nascere ogni velleità offensiva dei messicani. E quando la difesa azzurra è stata chiamata in causa, ha risposto con giocate di pregevole fattura, come la doppietta firmata dal giovane Sam Antonacci. L'attacco, dal canto suo, ha costruito il massiccio vantaggio inning dopo inning, alternando la potenza dei fuoricampo a giocate di piccolo cabotaggio, come la bunt sacrificio di Dante Nori che ha innescato il rally da tre punti nel quinto turno. La partita, insomma, ha messo in mostra tutte le qualità di una squadra che non ha nulla da invidiare alle corazzate del torneo.




