Ucraina, l'Europa avanza una sua proposta di pace mentre Trump parla di progressi
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Redazione Esteri
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Le diplomazie europee, in un tentativo di ritagliarsi uno spazio di mediazione autonomo, hanno elaborato una controproposta dettagliata al piano statunitense per porre fine al conflitto in Ucraina. Il documento, frutto del lavoro congiunto di Regno Unito, Francia e Germania, si ispira al modello d'oltreoceano ma intende far valere una prospettiva specificamente continentale per assicurare, in un futuro orizzonte, la stabilità e l'integrità di Kyiv. Tra i capisaldi di questo approccio, che mira a bilanciare le iniziative della Casa Bianca, vi è l'utilizzo degli asset russi attualmente congelati, i quali verrebbero destinati a risarcire i danni ingenti patiti dall'Ucraina; un sistema di garanzie di sicurezza per Kyiv che ricalchi, nella sostanza se non nella forma, i meccanismi di difesa collettiva dell'articolo 5 del Trattato Atlantico; il sostegno al mantenimento e al potenziamento delle capacità difensive ucraine; e l'avvio di negoziati territoriali che prendano le mosse dall'attuale, e drammaticamente consolidata, linea del fronte.
Il cauto ottimismo di Trump e il vertice di Ginevra
Sul fronte delle relazioni internazionali, Donald Trump ha scelto la sua piattaforma sociale preferita, Truth, per esprimere un cauto, ma significativo, ottimismo riguardo al più intricato negoziato del momento. Il presidente degli Stati Uniti, commentando gli sviluppi dei colloqui in corso a Ginevra – dove sono convenute le delegazioni di Washington, Kiev, Londra, Parigi e Berlino – ha scritto: «È davvero possibile che si stiano compiendo grandi progressi nei colloqui di pace tra Russia e Ucraina? Non ci crederò finché non lo vedrò, ma sembra stia accadendo qualcosa di molto buono». Questa sua dichiarazione, sebbene improntata alla proverbiale prudenza, ha contribuito a creare un'atmosfera di attesa, alimentando le speranze di una possibile svolta dopo mesi di stallo.
I lavori sul piano in 28 punti
Nel frattempo, a Ginevra, i lavori procedono intensamente sul piano in 28 punti messo a punto da Washington, il quale delinea una road map per la cessazione delle ostilità in Ucraina e per la costruzione di una pace durevole in Europa. Il segretario di Stato americano Marco Rubio ha avuto modo di confrontarsi, in tale contesto, con il consigliere presidenziale ucraino Andrij Jermak, figura di assoluta fiducia del presidente Volodymyr Zelensky e considerato uno degli uomini più influenti della politica di Kyiv. Il fulcro della discussione è ruotato attorno al controverso piano elaborato dall'inviato speciale della Casa Bianca Steve Witkoff, un documento che, pur nella sua complessità, rappresenta la base più concreta su cui si stanno misurando tutte le parti in gioco.
La speranza a Kiev e i prossimi passi
Nella capitale ucraina, l'atmosfera è carica di un timido, eppure palpabile, sentimento di speranza. I lavori tra le delegazioni sono proseguiti senza sosta anche durante la notte, con i partecipanti che hanno definito «enormi» i progressi compiuti sulla bozza di accordo. Se le trattative, che continueranno oggi, dovessero condurre a un'intesa su un testo condiviso, si aprirebbe la fase più delicata e politicamente significativa: un contatto diretto tra il presidente Volodymyr Zelensky e Donald Trump, che potrebbe avvenire attraverso una telefonata o, secondo alcune voci circolate nella stampa americana, con un nuovo viaggio a Washington del leader ucraino già nel corso di questa settimana, per affrontare insieme i nodi più spinosi dell'intera questione.




