Concordato fiscale, partono le lettere per aderire entro il 30 settembre
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Redazione Economia
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Sono iniziati ad arrivare, in questi giorni, gli inviti formali dell’Agenzia delle Entrate indirizzati a quei contribuenti che, potendo rientrare nei parametri stabiliti, hanno la possibilità di aderire al concordato preventivo biennale, il cosiddetto Cpb, per il periodo 2025-2026. Le comunicazioni, che illustrano nel dettaglio le condizioni dell’accordo e i costi per accedervi – comprendenti anche quelli per usufruire contestualmente del cosiddetto ravvedimento speciale per gli anni dal 2019 al 2023 –, giungono a poco più di una settimana dalla scadenza del prossimo 30 settembre, termine ultimo e perentorio per presentare la domanda.
Proprio in vista della scadenza, gli studi professionali raccomandano di effettuare un’ultima verifica sulle eventuali cause di blocco che potrebbero precludere l’accesso alla procedura. Tra queste, assume particolare rilievo la presenza di debiti tributari o contributivi, già definitivamente accertati con sentenza irrevocabile o con atti impositivi non più impugnabili, per un importo pari o superiore a cinquemila euro; una condizione, questa, che non preclude automaticamente la possibilità ma che richiede un’attenta analisi preliminare.
L’Aidc, l’Associazione italiana dei dottori commercialisti, con un documento analitico pubblicato il 15 settembre scorso, ha peraltro esaminato le modifiche apportate all’istituto, tenendo conto dei chiarimenti di prassi emanati dall’Agenzia. Lo studio, che include note di commento operative, si propone come un supporto per gli addetti ai lavori chiamati a valutare l’opportunità dell’adesione per i propri assistiti, considerando le novità introdotte.




