Stupro a San Zenone, tamponi Dna per duecento ospiti del centro di accoglienza

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Redazione Interno Redazione Interno   -   I carabinieri del nucleo investigativo di Milano hanno prelevato, con il loro consenso volontario, campioni di Dna a quasi duecento persone ospitate nel centro di accoglienza di via Maestri del Lavoro, a San Zenone al Lambro. L’operazione, condotta in borghese e con auto civetta nel tardo pomeriggio di martedì, si inserisce nel solco delle indagini sulla violenza sessuale subita da una diciottenne la scorsa notte di sabato 30 agosto. L’aggressione è avvenuta a poca distanza dalla struttura, in prossimità della stazione ferroviaria.

La decisione della Procura di Lodi di procedere con uno screening così ampio, sebbene basato sulla piena collaborazione degli interessati, scaturisce da due elementi concreti emersi dalle prime fasi investigative. Oltre alla vicinanza geografica del centro al luogo del crimine, gli investigatori si stanno concentrando sull’identikit fornito dalla giovane vittima, la quale ha descritto l’aggressore come un uomo dalla carnagione scura e con capelli ricci, caratteristiche fisiche che hanno indirizzato gli accertamenti verso una specifica direzione.

Il gestore della struttura, interpellato sulla delicata operazione, ha preferito mantenere un profilo riservato, limitandosi a dichiarare di «non confermare, né smentire» quanto in corso. L’approccio delle forze dell’ordine, per quanto massiccio, ha dunque evitato toni coercitivi, puntando invece sulla raccolta di adesioni volontarie che non hanno incontrato opposizioni.

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