Cavi sottomarini, la Terna avverte: "Infrastruttura strategica da proteggere"

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Luigi Ballarano, Chief Information Security Officer di Terna, ha definito la rete italiana di cavi elettrici sottomarini come una delle più estese e articolate d'Europa, sottolineandone il ruolo di infrastruttura strategica nella necessaria protezione dai rischi cyber. L'intervento, che ha avuto luogo nel panel “Underwater: minacce cyber, sicurezza e nuove dinamiche geopolitiche” durante la conferenza Space&Underwater, ha messo in luce le vulnerabilità di un sistema vitale, la cui sicurezza è divenuta prioritaria in un quadro geopolitico sempre più complesso. L’evento, ospitato nei Saloni di Rappresentanza della Caserma dei Carabinieri “Salvo D’Acquisto” a Roma, ha riunito esperti di settore per discutere delle nuove sfide legate alla difesa delle connessioni fisiche che alimentano la società digitale, infrastrutture che, per la loro stessa natura sommersa, sono difficili da monitorare e quindi potenzialmente esposte ad azioni ostili.

L’allarme per le minacce ibride e gli episodi criminosi

Le preoccupazioni per la sicurezza di tali beni critici, del resto, non riguardano soltanto le potenziali offensive di carattere militare o paramilitare. Un episodio di cronaca nera, accaduto a Treviglio, in provincia di Bergamo, mostra come la violenza predatoria possa colpire anche i simboli del benessere e dell’imprenditoria locale. La banda, composta da cinque persone originarie dell’Est Europa, ha messo a segno un’azione meticolosa, entrando con la forza in una villa, dove ha legato e minacciato i componenti della famiglia di un imprenditore durante la cena, per poi darsi alla fuga dopo il furto. Questo fatto, pur distante per natura dalla minaccia cyber, riflette un clima di crescente esposizione a rischi organizzati, i quali, sebbene di matrice differente, concorrono a delineare un panorama della sicurezza nazionale sempre più articolato e poliedrico.

La risposta atlantica nelle acque del Nord

Sul fronte della difesa strategica, intanto, la Gran Bretagna e la Norvegia hanno annunciato la creazione di una flotta congiunta di almeno tredici navi da guerra, con l’obiettivo dichiarato di contrastare l’attività dei sottomarini russi nell’Atlantico settentrionale. L’accordo, che evoca deliberatamente l’immaginario della “Caccia a Ottobre Rosso”, punta a proteggere la fitta rete di cavi sottomarini e gasdotti che attraversa le acque artiche, tra la Groenlandia e la Scandinavia, infrastrutture la cui integrità è considerata vitale per la sicurezza energetica e delle comunicazioni europee. La flotta, composta da fregate di costruzione britannica e gestita su base intercambiabile dai due Paesi della NATO, rappresenta una risposta tangibile alle manovre della marina russa in quella che è considerata una zona di interesse cruciale.

La convergenza tra sicurezza fisica e digitale

Questi sviluppi, che spaziano dalla sicurezza informatica alla sorveglianza marittima, fino alla pur deprecabile criminalità comune, disegnano un quadro in cui la protezione delle risorse nazionali – siano esse digitali, energetiche o la stessa incolumità dei cittadini – richiede approcci integrati. La riflessione lanciata da Terna sulla cyber-resilienza delle reti elettriche sottomarine si intreccia, così, con le iniziative di difesa marittima e con le indagini sulle attività criminali, delineando un mosaico della sicurezza dove i confini tra fisico e digitale, tra alto e basso profilo, diventano sempre più labili. La gestione di tali minacce, pertanto, impone una costante evoluzione delle strategie di protezione, le quali devono necessariamente considerare la natura interdipendente delle vulnerabilità in un mondo globalizzato.

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