Ponte Calopinace, Reggio Calabria inaugura l'opera dopo un decennio di attesa

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Redazione Interno Redazione Interno   -   All'alba di giovedì 8 ottobre, con un taglio del nastro affidato a un bambino e una folla radunata fin dalle prime ore del mattino, Reggio Calabria ha inaugurato il nuovo ponte sul torrente Calopinace. La cerimonia, fissata alle sei, ha visto la partecipazione di centinaia di cittadini, molti dei quali giovanissimi, accorsi nonostante l'orario e le temperature ancora fresche della prima mattina.

A tagliare il nastro è stato il piccolo Eduardo Cucè, arrivato insieme al padre alle quattro e mezza, che ha così raccolto la sfida lanciata nei giorni precedenti dal sindaco Francesco Cannizzaro.

L'opera e il cantiere

Il ponte collega l'area del Tempietto, all'altezza del lungomare Falcomatà, con il Parco Lineare Sud, restituendo continuità a un tratto di viabilità costiera che per anni era rimasto interrotto. La struttura è lunga circa trenta metri e larga dodici, posizionata a circa due metri dal letto del torrente, con doppio senso di marcia e marciapiedi laterali.

I lavori di completamento delle rampe di accesso, il nodo che aveva bloccato il cantiere per anni, sono stati eseguiti in circa 58 giorni effettivi, con una pausa ferragostana, attraverso una perizia suppletiva coperta dalla voce imprevisti del quadro economico dell'intervento di rigenerazione Ricopo, senza finanziamenti aggiuntivi.

Dieci anni di ritardi

La storia dell'infrastruttura risale al 2016, quando vennero presentati i lavori, mentre l'aggiudicazione dell'appalto originario è del 2020. Da allora si sono susseguiti annunci e scadenze puntualmente disattese, al punto che il ponte era diventato uno dei simboli più evidenti delle opere incompiute cittadine. Nel 2020 l'allora sindaco Giuseppe Falcomatà aveva annunciato il completamento entro 120 giorni, previsione che non si concretizzò.

La situazione si era complicata nell'agosto 2024, quando il Comune aveva avviato una procedura di risoluzione contrattuale in danno nei confronti dell'impresa affidataria, la Torchia Cataldo, aprendo una fase di stallo nei rapporti tra ente e ditta. La svolta è arrivata con l'insediamento della nuova amministrazione guidata da Cannizzaro, che ha riaperto il confronto con l'impresa ricostruendo prima di tutto un rapporto di fiducia, secondo quanto riferito dallo stesso primo cittadino.

Il futuro dell'area e la scelta del nome

Il sindaco ha annunciato che subito dopo la festa in programma sabato prossimo sulla collinetta del ponte verrà pubblicato un avviso pubblico per affidare in gestione l'area, con l'obiettivo di realizzare un chiringuito di livello pensato per essere vissuto dodici mesi all'anno. Nel corso della cerimonia Cannizzaro ha anche candidato ufficialmente la città a vantare non più il chilometro più bello d'Italia, ma i cinque chilometri più belli, con riferimento alla continuità ritrovata tra il lungomare e il parco lineare.

La denominazione definitiva della struttura sarà invece scelta direttamente dai cittadini reggini, chiamati a esprimersi attraverso i canali social del sindaco. Nel frattempo, il Centro Studi Tradizione Partecipazione ha avanzato una proposta pubblica di intitolazione ad Angelo Campanella, autista dell'Azienda Municipale Autobus ucciso il 17 settembre 1970 durante gli scontri nell'area del Calopinace nel corso della Rivolta di Reggio.

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