Controllo in via Fontana delle Fosse, tre arresti e cento grammi di cocaina
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Redazione Scienza e Tecnologia
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L’alba del 29 aprile 2026 a Velletri, cittadina la cui quiete provinciale viene talvolta scossa da operazioni che rivelano un traffico ben più articolato di quanto le apparenze lascino intendere, ha regalato agli agenti del Nucleo Operativo e Radiomobile un risultato che nessuno si aspettava da una semplice pattuglia mattutina. Fermare un’auto in via Fontana delle Fosse – una strada che, va detto, non rientra tra i tradizionali crocevia dello spaccio segnalati dalle cronache locali – ha significato imbattersi in un carico di stupefacenti dal peso non trascurabile: cento grammi di cocaina pronti per essere immessi, con ogni probabilità, in quel mercato di prossimità che alimenta gran parte della microcriminalità dell’area. I militari, durante un controllo di routine che avrebbe potuto risolversi in pochi minuti, hanno invece scoperto una piccola montagna di polvere bianca nascosta nell’abitacolo, trasformando un’ordinaria verifica stradale in un’operazione antidroga vero e proprio.
Tre in manette, due profili noti alle forze dell’ordine e una giovane incensurata
A bordo del veicolo fermato – di cui non sono state rese note né la marca né la targa, un dettaglio che lascia intendere la volontà di proteggere l’attività investigativa in corso – viaggiavano tre persone. Da una parte due cittadini albanesi, entrambi di 39 anni, i cui nomi non sono stati divulgati ma dei quali si sa che vantano precedenti di polizia; dall’altra una ragazza italiana di 24 anni, incensurata fino a quel momento. Proprio la sua presenza, in un contesto dominato da persone con un curriculum giudiziario alle spalle, potrebbe rappresentare un elemento chiave per gli inquirenti: chissà se fosse una semplice compagna di viaggio inconsapevole, come spesso accade in questi casi, o se ricoprisse un ruolo attivo nel trasporto. I tre sono stati tratti in arresto, e la sostanza sequestrata è già stata inviata ai laboratori del Ris per le analisi di rito, quelle che servono a determinare con esattezza purezza e peso netto.
«Un controllo che poteva finire in nulla e invece ha svelato un carico importante»
Dalle prime ricostruzioni, fornite dagli stessi militari a chi scrive con la sobrietà che caratterizza chi opera sul campo, l’atteggiamento dei tre occupanti non avrebbe inizialmente destato sospetti. Poi, durante la perquisizione sommaria del veicolo – quella che tecnicamente si definisce “perquisizione veicolare per ragioni di sicurezza” – è emersa la sostanza. Cento grammi, una quantità che non può certo definirsi “per uso personale”, come ben sanno gli inquirenti. La cocaina, suddivisa in più involucri, era occultata in maniera tale da suggerire una certa professionalità da parte dei trasportatori. Eppure, ironia della sorte, a tradirli è stata proprio una banale sosta in una via di passaggio: nessun inseguimento, nessuna retata notturna, soltanto l’occhio allenato di chi fa questo mestiere da anni.
Il peso dei precedenti e la posizione della giovane italiana ancora da definire
Mentre per i due albanesi il rischio di una custodia cautelare appare concreto – vuoi per i precedenti, vuoi per la quantità di droga trasportata – la posizione della ventiquattrenne italiana resta più sfumata. La sua incensuratezza, unita all’assenza di un coinvolgimento diretto nella fase di occultamento della merce (almeno secondo le prime evidenze raccolte), potrebbe portare a una diversa valutazione da parte del gip. Non è detto, però, che il tribunale veda le cose allo stesso modo: la legge sugli stupefacenti, come noto, non fa sconti a nessuno, e la semplice presenza all’interno di un veicolo carico di cocaina può integrare il concorso nel trasporto. Gli sviluppi giudiziari si annunciano serrati, con l’udienza di convalida già fissata nei prossimi giorni. Per ora, i tre restano a disposizione dell’autorità giudiziaria.




