Trapani, nuova stangata: altri 5 punti di penalizzazione, ora sono 25

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Il calvario del Trapani in serie C non accenna a placarsi, anzi, si arricchisce di un ulteriore, pesantissimo capitolo. Il Tribunale federale nazionale, con una decisione che era nell’aria da settimane, ha infatti inflitto al club granata un’altra penalizzazione di 5 punti in classifica. Una doccia gelata che arriva al termine dell’udienza del 31 marzo e che, di fatto, condanna la squadra all’ultimo posto nel girone insieme al Siracusa, con un totale di 22 punti conquistati sul campo ma pesantemente decurtati dalle ripetute sanzioni.

La nuova stangata, come le precedenti, affonda le radici in violazioni di natura amministrativa. Il deferimento, arrivato lo scorso 5 marzo su segnalazione della Commissione Indipendente per la Verifica dell’Equilibrio Economico e Finanziario, riguarda nello specifico gli adempimenti fiscali legati alla scadenza del 16 febbraio. A quella data, il club presieduto da Valerio Antonini non aveva provveduto a saldare due rate pendenti – quelle relative a Inps e Irpef scadute rispettivamente ad agosto e settembre – frutto di un precedente accordo con l’Agenzia delle Entrate. Ad essere state onorate, in quella circostanza, erano state soltanto le rate correnti, lasciando così insoluto un debito pregresso che il Collegio ha ritenuto determinante per la nuova sanzione.

Un cumulo di penalizzazioni che affonda la classifica

Con gli ultimi 5 punti decurtati, il Trapani raggiunge un triste primato: 25 punti totali di penalizzazione accumulati da maggio a oggi. Un cumulo impressionante che racconta le continue difficoltà gestionali e che ha trasformato la stagione dei granata in un percorso a ostacoli giudiziari. Il dato è spietato: a livello sportivo, la squadra si ritrova ora fanalino di coda al pari del Siracusa, un’altra realtà siciliana che, insieme al club di Antonini, incarna le difficoltà dell’isola in questo campionato di terza serie. Se si eccettua il Catania, infatti, la Sicilia del calcio professionistico sta vivendo una stagione drammatica, segnata più dalle aule dei tribunali che dai campi da gioco.

La decisione del Tribunale Federale Nazionale – Sezione Disciplinare non si è limitata al solo aspetto della penalizzazione in classifica. Oltre ai 5 punti da scontare nella corrente stagione sportiva, è stata comminata anche un’ammenda di 2 mila euro alla società. Ma il provvedimento ha colpito direttamente anche i vertici del club: per il presidente Valerio Antonini, per Vito Giacalone e per Andrea Oddo è stata disposta un’inibizione della durata di sei mesi, accompagnata da una sanzione pecuniaria di 1.500 euro a testa. Un segnale chiaro da parte della giustizia sportiva, che intende responsabilizzare direttamente i dirigenti per le reiterate violazioni dei parametri economici e finanziari.

Le radici di un deferimento annunciato

Il meccanismo che ha portato all’ennesima sanzione era stato innescato a inizio marzo, quando il club era stato ufficialmente deferito. La procedura, ormai consolidata in questi casi, parte dalle verifiche della Commissione indipendente, l’organo che monitora la salute economica delle società professionistiche. Nel mirino, come detto, sono finite le scadenze fiscali non rispettate nonostante un accordo rateale in essere. La scelta di onorare solo gli impegni correnti, lasciando scoperti quelli pregressi, è stata interpretata come una violazione che meritava una sanzione esemplare.

Per il Trapani, quello che si prospettava come un anno di rilancio dopo le vicende degli scorsi anni si è trasformato in una sequela quasi inarrestabile di provvedimenti. Ogni finestra utile per regolarizzare la posizione sembra essersi chiusa con un nuovo capitolo davanti al Tribunale Federale. La penalizzazione di oggi, la più recente di una lunga lista, ridisegna ulteriormente una classifica che per i granata diventa ogni settimana più impervia. Con 22 punti effettivi in classifica – un bottino che in altre circostanze garantirebbe una tranquilla salvezza – la realtà è quella di un’ultima posizione condivisa con il Siracusa, un’altra piazza storica del calcio siciliano alle prese con difficoltà che poco hanno a che fare con la sfera prettamente tecnica.

Un precedente e un futuro già segnato dal giudice sportivo

Guardando al dispositivo emesso, la severità della sanzione si misura non solo nei confronti della società ma anche nei confronti dei singoli tesserati. L’inibizione per sei mesi a tre figure chiave della gestione societaria rappresenta un aggravio non indifferente, destinato a limitare l’operatività del club in questo delicato scorcio di stagione. La combinazione di punti persi, multe e squalifiche per i dirigenti delinea un quadro di criticità profonde, che vanno ben oltre il rendimento sul campo.

La squadra, dal canto suo, è chiamata a scendere in campo in un contesto surreale, dove ogni vittoria viene inevitabilmente accompagnata dalla consapevolezza di un passivo giudiziario difficilmente colmabile. Il campionato procede e il margine di sicurezza rispetto alla zona playout, in un gruppo C estremamente equilibrato sul piano dei risultati, si assottiglia pericolosamente. L’ombra della giustizia sportiva, con i suoi tempi e le sue decisioni, continua a pesare in modo determinante su un’annata che i tifosi granata difficilmente potranno dimenticare, sebbene per ragioni diametralmente opposte a quelle sperate all’inizio della stagione.

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