Trapani, l’ennesima stangata: altri 5 punti di penalizzazione e il fondo della classifica è realtà
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Sport
-
Un calvario che non accenna a finire, quello del Trapani, destinato a scrivere una pagina amarissima nella storia del calcio siciliano di questa stagione. La giustizia sportiva ha infatti inflitto al club granata una nuova, pesantissima sanzione: cinque punti di penalizzazione da scontare immediatamente nell’attuale campionato di Serie C, ai quali si aggiunge un’ammenda di cinquemila euro. Un verdetto che non fa che acuire una situazione già di per sé critica, portando la squadra, di fatto, a condividere con il Siracusa l’ultimo posto in classifica, entrambe ferme a quota ventidue punti. Ma se si sommano tutti i punti di penalizzazione accumulati da maggio ad oggi – e questo è il dato più impressionante – il totale raggiunge quota venticinque, una cifra che da sola basterebbe a collocare la società in una posizione di gravissima difficoltà, simbolo di una Sicilia sportiva che, fatta eccezione per il Catania, in questo girone C sta vivendo soltanto sofferenze.
Il deferimento e le “solite” violazioni amministrative
La decisione del Tribunale Federale Nazionale, arrivata dopo un’attesa carica di tensione, non ha colto di sorpresa gli addetti ai lavori, ma la sua portata è tale da rappresentare un vero e proprio terremoto nell’ambiente. Il club era stato deferito lo scorso 5 marzo a seguito di una segnalazione della Commissione Indipendente per la Verifica dell’Equilibrio Economico e Finanziario delle Società Sportive. Le infrazioni contestate, definite dallo stesso comunicato come le “solite” violazioni di natura amministrativa, hanno trovato un riscontro chiaro nei giudici sportivi, i quali hanno deciso per la sanzione più afflittiva possibile al di fuori dell’estromissione dal torneo. Una decisione, quest’ultima, che solo ventiquattr’ore prima aveva concesso un flebile, e ora illusorio, sollievo ai tifosi granata, dopo che la Corte d’Appello Federale aveva confermato una precedente penalizzazione di cinque punti, respingendo il reclamo presentato dalla società e ufficializzando indirettamente la permanenza della squadra nel girone C fino al termine della stagione.
L’ira di Antonini: “Sto pensando a un gesto clamoroso”
Come era prevedibile, la reazione del patron Valerio Antonini non si è fatta attendere e ha assunto i toni esasperati di chi si sente vittima di una persecuzione. Attraverso i suoi canali social, ormai divenuti lo strumento prediletto per comunicare il proprio dissenso, Antonini ha lanciato un messaggio dal contenuto velenoso, annunciando l’intenzione di valutare azioni legali di un certo rilievo. “Non voglio esprimere giudizi – ha dichiarato in un post – soprattutto sul come è stata ignorata la sospensiva della Corte tributaria, altrimenti verrei magari incriminato per qualche grave reato penale”. Parole pesanti, che lasciano intendere un clima di scontro ormai frontale con le istituzioni calcistiche. Ma il momento più alto della tensione è stato raggiunto quando il presidente ha lasciato intendere di voler intraprendere una strada clamorosa: “Sto pensando ad un gesto clamoroso”, ha scritto, svelando poi di star valutando l’ipotesi estrema di bloccare il campionato. Un’eventualità, quella evocata, che getterebbe nello scompiglio l’intera categoria, ma che fotografa la disperazione di una dirigenza che parla apertamente di “farsa” e di “ingiustizia” subita.
Il peso dei numeri e l’agonia del girone C
Con venticinque punti di penalizzazione complessivi, il Trapani si trova ora a dover fronteggiare un deficit di partenza che nessuna rimonta sul campo potrebbe mai colmare. La situazione, dal punto di vista strettamente matematico, è paradossale: una squadra che sul terreno di gioco avrebbe forse potuto ambire a ben altre posizioni si ritrova inchiodata nelle sabbie mobili della retrocessione diretta, con il destino segnato ben prima del fischio finale dell’ultima giornata. L’emblema di questa tragedia sportiva è rappresentato dalla condivisione dell’ultimo posto con il Siracusa, due realtà siciliane che invece di lottare per i playoff si trovano a condividere il primato negativo della graduatoria. L’ombra di un’altra stagione da dimenticare si allunga così su una regione che, salvo la bella eccezione del Catania, sta assistendo impotente al naufragio delle sue ambizioni calcistiche in terza serie, tra ricorsi, carte bollate e sentenze che arrivano implacabili come colpi di spugna su una classifica ormai senza più speranze.




