Ferrari, la sfida della SF-25 tra aspettative e realtà

Ferrari, la sfida della SF-25 tra aspettative e realtà
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Redazione Sport Redazione Sport   -   Il weekend di Imola ha restituito un’immagine a due facce della Ferrari, che nella stagione 2025 fatica a trovare la coerenza sperata. Se il sabato ha ricordato le difficoltà della SF-24 con le gomme soft, quest’anno il contesto è ulteriormente complicato dalla rinascita di Mercedes e dall’aggressività di Williams, capaci di strappare posizioni che un tempo sembravano appannaggio esclusivo della Rossa.

"Siamo meglio di quello che si è visto oggi in pista": la frase di Frederic Vasseur, ripetuta come un mantra dall’Australia all’Italia, suona ormai come un’ammissione di un divario non solo tecnico ma anche strategico. Gli errori del team, uniti a una vettura che stenta a bilanciarsi, hanno reso i primi sette gran premi un percorso accidentato, lontano dalle ambizioni pre-stagionali.

La SF-25, però, non smette di evolversi. A Monaco debutterà con una livrea celebrativa per i 75 anni di collaborazione con Shell, partnership che va oltre il mero sponsoraggio e che potrebbe rivelarsi cruciale nell’era degli e-fuel. Un dettaglio non trascurabile, perché dimostra come la squadra di Maranello sappia coniugare innovazione e marketing, mantenendosi sempre sotto i riflettori.

Ma al di là delle apparenze, i nodi tecnici permangono. Le parole di Vasseur sul "potenziale inespresso" stridono con i feedback dei piloti, specie dopo le dichiarazioni nette di Charles Leclerc a Imola, dove ha negato di percepire quel margine di miglioramento evocato dal team principal. La rigidità del telaio e l’altezza della vettura restano ostacoli da superare, con tre step di sviluppo già in cantiere.

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