Gp Monza, Ferrari in difficoltà: Leclerc si ritira, Hamilton limitato dalla Sf-26
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Sport
-
Il Gran Premio d'Italia, tradizionale appuntamento di mezza estate sul catino di Monza, si è chiuso con un sesto posto per Lewis Hamilton al termine di una gara che la Ferrari aveva ampiamente pronosticato come potenziale banco di prova dopo le difficoltà nelle qualifiche; e invece, a complicare ulteriormente il quadro, ci ha pensato un contatto al via tra le due SF-26, con Charles Leclerc costretto al ritiro dopo pochi passaggi a causa di un'uscita di pista alla Parabolica.
La gara di casa, quella che doveva rappresentare una boccata d'ossigeno per il team di Maranello, si è trasformata in un incubo per i tifosi accorsi numerosi, con il monegasco che ha perso il controllo della vettura in uscita dalla celebre curva sopraelevata e ha impattato violentemente contro le barriere, mentre il sette volte campione del mondo, nel tentativo di rimontare, si è dovuto arrendere a un deficit motoristico che ha reso vana qualsiasi strategia alternativa.
L'incidente fratricida e le parole di Leclerc
Il momento chiave della corsa, almeno per quanto concerne il lato emotivo della scuderia, è avvenuto al quarto giro, quando Leclerc, in scia alla vettura di Hamilton, ha spalancato il gas in trazione e ha subito un vistoso "snap" del posteriore, perdendo aderenza e finendo dritto contro le protezioni; in realtà, però, l'episodio che ha acceso gli animi era già maturato poco prima, alla curva 2, quando il britannico era stato costretto a finire nella ghiaia per evitare un contatto con il compagno di squadra, un movimento che Hamilton ha giudicato "dannoso" e fuori luogo.
Intervistato ai microfoni di Sky Sport, il pilota monegasco ha voluto subito rassicurare tutti sulle proprie condizioni fisiche – «Tutto ok, ho ancora un po' di sensazioni ma è tutto ok. Solo all'inizio ho avuto problemi con l'occhio ma ora sto bene.
Questa è la cosa più importante» – mentre sull'accaduto ha preferito glissare, ammettendo di aver premuto troppo presto l'acceleratore e di dover rivedere le immagini per comprendere appieno la dinamica: «Comunque devo rivedere» ha concluso, evitando di alimentare polemiche ma lasciando intendere che la manovra, forse, è stata al limite della percorribilità.
La lettura di Hamilton e il peso del deficit tecnico
Dall'altra parte del box, Lewis Hamilton non ha nascosto il proprio disappunto per l'accaduto, sottolineando come la manovra di Leclerc sia stata quantomeno azzardata considerando che lui, il britannico, era in traiettoria e avrebbe meritato più spazio: «E' stata dannosa. Io ero davanti. Non c'era nessun 'noi' in quella curva», ha dichiarato in riferimento alla retorica del "lavoro di squadra" che spesso aleggia attorno alla Rossa.
Al di là del battibecco tra i due alfieri, tuttavia, la gara di Hamilton è stata condizionata da un fattore oggettivo e già annunciato nei giorni precedenti: la scarsa competitività del motore, che sulla pista brianzola, regno delle velocità di punta, ha messo in luce un divario imbarazzante rispetto alle power unit rivali, costringendo il numero 44 a difendersi più che ad attaccare e a scegliere una strategia conservativa che alla fine gli ha regalato solo sei posizioni, un risultato ben al di sotto delle aspettative della vigilia.
Un fine settimana da dimenticare per la Rossa
La Ferrari, insomma, esce da Monza con più domande che risposte e con un bilancio pesantissimo in termini di punti persi, soprattutto perché il circuito, per caratteristiche tecniche, avrebbe dovuto esaltare le doti del telaio e invece ha evidenziato tutte le lacune di un progetto che sembra aver smarrito la strada maestra; la scuderia di Maranello, che aveva preparato l'appuntamento con particolare cura davanti al pubblico di casa, si ritrova ora a dover fare i conti con una classifica che si fa sempre più grigia e con un clima interno che, tra i due piloti, rischia di surriscaldarsi proprio
Nel momento in cui servirebbe compattezza. Se Leclerc ha chiuso anzitempo la sua corsa, Hamilton ha dovuto lottare con un mezzo non all'altezza e con una strategia che non ha saputo sfruttare le finestre di pit-stop, subendo il ritmo altrui e limitandosi a raccogliere briciole; e la sensazione, al termine di una giornata che i tifosi faticheranno a dimenticare, è che la Rossa abbia sprecato una preziosa occasione per riaccendere quella fiammella di speranza che, in una stagione finora altalenante, aveva tenuto banco fino alla vigilia del Gran Premio.
Puoi riutilizzare questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.
