La Power risponde ad Al Bano, e il sipario sui social si fa più fitto

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   La nuova puntata, andata in onda il 7 maggio, de “La Volta Buona” ha riacceso i riflettori su una delle vicende sentimentali e familiari più longeve dello spettacolo italiano, quella che lega – e nello stesso tempo divide – Al Bano e Romina Power. Se da un lato la trasmissione condotta da Caterina Balivo ha offerto il consueto spazio a storie di cronaca rosa e a momenti di intrattenimento, dall’altro ha dovuto fare i conti con una replica, arrivata direttamente dai profili social della cantante americana, che ha risposto alle recenti dichiarazioni dell’ex partner. A innescare la controreazione, infatti, è stato un post del figlio Yari Carrisi, il quale aveva condiviso la canzone “Un Uomo Diventato Amore” accanto alla copertina del disco “Atto I”, quel lavoro che segnò il debutto discografico della coppia. La Power, anziché limitarsi a un semplice like o a una condivisione silenziosa, ha ricondiviso quell’immagine aggiungendovi però un altro brano e un commento secco, quasi una rivendicazione di paternità artistica: «Testo e musica di Romina Power».

La pagella che brucia e il caso Chiofalo

Nel frattempo, lo stesso programma del daytime Rai ha consegnato le pagelle del 7 maggio, e per Romina Power non è arrivato un giudizio tenero. Un 4, sotto accusa, mentre un altro protagonista della cronaca televisiva, il nome di Chiofalo, ha ricevuto un voto ancora più basso – un 2 – legato a un nuovo intervento chirurgico, nel capitolo sempre aperto dei rischi della chirurgia estetica. La Balivo, tornata a parlare di dissidi familiari nel mondo dei vip a pochi giorni di distanza dalle precedenti puntate, ha portato in studio Jasmine Carrisi. Quest’ultima, figlia di Al Bano e della Lecciso, si è espressa in merito al legame che ancora tiene suo padre all’ex moglie e partner artistica, offrendo un punto di vista interno che ha inevitabilmente alimentato la narrazione.

«Mi ha ferito nell’anima»: la replica di Al Bano

Il nocciolo della questione, però, affonda le radici in un’intervista rilasciata dalla Power a “Belve”, il programma di Francesca Fagnani. In quella sede, parlando della scomparsa della primogenita Ylenia, Romina aveva dichiarato di aver avuto bisogno – in quel dolore enorme – di un «pilastro» su cui appoggiarsi. E quel pilastro, nelle sue parole, non c’era: «Non c’era un appoggio, non c’era un sostegno, non c’era niente». Una frase che non ha incassato il silenzio dell’interessato. Al Bano, come ha raccontato a “Oggi”, non aveva visto la trasmissione né ascoltato direttamente le parole della ex moglie. Si trovava all’estero, in Kirghizistan, per un’esibizione canora, e solo una volta rientrato in Italia è stato informato da terzi. Gli hanno raccontato il tenore di quell’accusa, e lui l’ha commentata con un’espressione che non lascia spazio a fraintendimenti: «Mi ha ferito nell’anima». Aggiungendo, quasi come un monito o come una linea rossa invalicabile, che «una mamma non ha diritto di offendere un padre».

Social, musica e un’assenza che pesa ancora

Non è sfuggito, agli osservatori più attenti, il gioco di specchi che si è creato sui profili online. Il figlio Yari, condividendo quella canzone e quella copertina, sembrava voler evocare un ricordo comune, forse un’epoca in cui i genitori erano ancora un fronte unico. Ma la risposta della madre – che ha rivendicato per sé la titolarità del testo e della musica – ha spostato subito il terreno sul piano della riconoscenza professionale e personale. Una mossa, la sua, che ha avuto l’effetto di ribadire una narrazione: quella di una donna che, anche nel successo, non si è sentita sufficientemente riconosciuta. Caterina Balivo, nel suo studio, ha dovuto così gestire un argomento scottante, alternando il ricordo di Sandro Giacobbe – altro nome della musica leggera – alle storie di chi, come Chiofalo, paga il prezzo di interventi estetici mal riusciti. E sullo sfondo, immutata, resta la figura di Ylenia Carrisi, la cui scomparsa continua a essere, a distanza di anni, un baratro su cui nessuna delle due parti sembra trovare una sponda comune.

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