L'Ue chiede modifiche all'Assegno unico: il governo Meloni risponde
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Redazione Interno
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L'Unione Europea ha avviato una procedura d'infrazione contro l'Italia, chiedendo modifiche all'Assegno unico e universale. Questa misura di sostegno economico è destinata alle famiglie con figli a carico, fino al compimento dei 21 anni o senza limiti di età per i figli disabili. L'Ue ritiene che alcuni requisiti siano troppo stringenti e ne chiede l'allargamento.
La posizione del governo Meloni
Il governo Meloni ha negato l'intenzione di tagliare o ridurre l'Assegno unico. Tuttavia, l'esecutivo si oppone alle richieste dell'Ue di allargare i requisiti. Due possibili modifiche potrebbero riguardare l'Isee e le famiglie numerose, ma il governo insiste nel mantenere la misura così com'è.
Le preoccupazioni delle famiglie
Le famiglie a basso reddito in Italia stanno affrontando un periodo di profonda preoccupazione e incertezza a causa dell'aumento dell'inflazione. La possibilità di modifiche all'Assegno unico aumenta ulteriormente queste preoccupazioni, poiché molte famiglie dipendono da questo sostegno per coprire le necessità quotidiane come cibo, bollette e spese scolastiche.
Dichiarazioni politiche
La segretaria del Pd, Elly Schlein, ha criticato il governo definendolo "settario" e accusandolo di voler stravolgere una misura che funziona solo per piantare una propria bandierina. Anche la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha smentito l'ipotesi di abolire l'Assegno unico, sottolineando che la misura non sarà abolita ma potrebbe essere modificata.
L'incertezza riguardo al futuro dell'Assegno unico non permette alle famiglie di pianificare il futuro con serenità. È essenziale che il governo e l'Ue trovino un accordo che garantisca il sostegno necessario alle famiglie italiane, senza compromettere la loro stabilità economica.




