Pensioni minime, il piano del governo Meloni
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Economia
-
L'Inps ha recentemente dichiarato che un aumento delle pensioni minime sarebbe sostenibile, aprendo così la strada a un possibile intervento del governo Meloni. Attualmente, le pensioni minime sono state portate a 614,77 euro, un incremento rispetto ai precedenti 598,61 euro, grazie a un aumento del 2,7%. Tuttavia, l'esecutivo sta valutando la possibilità di elevare ulteriormente l'importo a 621 euro nel 2025, per contrastare l'inflazione che continua a erodere il potere d'acquisto dei pensionati.
Tra le novità che potrebbero essere introdotte nella prossima legge di bilancio, oltre all'aumento delle pensioni minime, vi è anche un restyling del bonus Maroni e la possibilità per i lavoratori statali di prolungare la loro attività lavorativa su base volontaria. Questo intervento, se confermato, rappresenterebbe un ulteriore passo verso il miglioramento delle condizioni economiche dei pensionati, che da tempo lamentano la difficoltà di far fronte alle spese quotidiane con assegni spesso considerati insufficienti.
Nonostante l'assenza di Quota 41, che avrebbe permesso di andare in pensione con 41 anni di contributi indipendentemente dall'età, il governo sembra intenzionato a introdurre misure che possano comunque alleviare il peso economico sui pensionati. La proposta della Lega di una versione light di Quota 41, basata sul calcolo contributivo dell'intero assegno, è stata scartata a causa dei costi elevati, ma ciò non ha fermato l'esecutivo dal cercare soluzioni alternative.
L'idea di un mini-bonus, che potrebbe elevare gli assegni di un ulteriore 1%, è attualmente allo studio e, se approvata, porterebbe le pensioni minime sopra i 620 euro.




