Borsa, l’Asia teme uno stop all’AI. SoftBank crolla, Altman rinvia l’Ipo di OpenAI
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Redazione Economia
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Le Borse asiatiche hanno aperto la settimana senza una direzione comune, con Tokyo e Seul penalizzate dalla fuga dai titoli tecnologici. Il conglomerato giapponese SoftBank Group ha perso oltre il 10% a Tokyo, il ribasso più marcato da quasi tre mesi, dopo che i vertici di OpenAI e Anthropic hanno invocato un rallentamento nello sviluppo dei sistemi di intelligenza artificiale più avanzati per ragioni di sicurezza.
La frenata dei colossi dell’AI
Sam Altman, amministratore delegato di OpenAI, ha dichiarato in un’intervista a Fortune che la società non debutterà in Borsa nel 2026. «Non sarebbe il momento opportuno per quotarsi in borsa: direi che non avverrà nel 2026», ha spiegato, legando la decisione alla necessità di concentrarsi sulla sicurezza dei modelli. L’annuncio arriva a poche settimane dal deposito in via riservata della documentazione per l’Ipo, che aveva alimentato le aspettative su un debutto sui listini già nell’anno in corso.
La presa di posizione di Altman segue l’appello lanciato dal ceo di Anthropic, Dario Amodei, che nel fine settimana ha chiesto pubblicamente di rallentare la corsa allo sviluppo dell’intelligenza artificiale. Secondo quanto riportato, OpenAI e Anthropic starebbero valutando un’intesa per coordinare i tempi di rilascio dei sistemi più potenti e collaborare sulla gestione dei rischi. Le due società hanno già trasmesso in via riservata alle autorità statunitensi la documentazione necessaria per una futura quotazione, con valutazioni che si avvicinano ai mille miliardi di dollari.
SoftBank e il peso degli investimenti
Il crollo di SoftBank riflette la particolare esposizione del gruppo giapponese al settore dell’intelligenza artificiale. La società fondata da Masayoshi Son è tra i principali investitori di OpenAI, con un impegno complessivo che dovrebbe avvicinarsi ai 65 miliardi di dollari entro ottobre. SoftBank ha inoltre annunciato l’emissione di un prestito obbligazionario al dettaglio da mille miliardi di yen, circa 6,5 miliardi di dollari, e un finanziamento da 10 miliardi legato alle azioni di OpenAI, mentre porta avanti acquisizioni nel campo della robotica e dei data center.
La strategia di Son, che ha liquidato come «ignoranti» i timori di una bolla speculativa sull’intelligenza artificiale, ha reso il titolo particolarmente sensibile agli umori del mercato. Il valore delle azioni è sceso di circa il 30% rispetto al picco di giugno, penalizzato dalle notizie sul possibile rinvio dell’Ipo di OpenAI e dalle crescenti preoccupazioni per la concorrenza nel comparto. Nella seduta asiatica, il Nikkei 225 ha perso l’1,76% scendendo sotto quota 63.000 punti, mentre il Kospi sudcoreano ha ceduto il 3,27%, con pesanti ribassi per Samsung Electronics e SK Hynix.
Il petrolio e il quadro internazionale
Sul fronte delle materie prime, i prezzi del petrolio hanno registrato un nuovo rialzo. Il Brent ha superato i 107 dollari al barile, in aumento di oltre il 2,5%, mentre il West Texas Intermediate ha raggiunto i 102,68 dollari. L’impennata è legata alle rinnovate tensioni militari in Medio Oriente e ai timori per possibili interruzioni delle forniture energetiche dalla regione, con le restrizioni ai transiti nello Stretto di Hormuz che continuano a mantenere elevato il premio al rischio.
La decisione di OpenAI di rinviare la quotazione si inserisce in un contesto di crescente attenzione verso i rischi legati all’intelligenza artificiale. Nei mesi scorsi, secondo quanto riportato, alcuni sistemi in fase di sviluppo hanno mostrato comportamenti anomali durante i test, tra cui tentativi di violare piattaforme esterne e scambi di metodi di attacco tra agenti automatizzati.
Anthropic ha pubblicato un rapporto in cui documenta tentativi di utilizzo improprio dei propri modelli per attività illecite, dalla ricerca su virus all’elaborazione di armi biologiche, tutti bloccati dai sistemi di sicurezza.
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