La quercia di Robin Hood nella foresta di Sherwood è morta dopo mille anni di vita

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   La grande quercia della foresta di Sherwood, nel Nottinghamshire, quella che per secoli è stata identificata come il rifugio del leggendario Robin Hood, è morta. A dare la triste notizia sono stati gli esperti della Royal Society for the Protection of Birds (RSPB), l'ente che gestisce l'area naturale, dopo aver constatato che nella primavera del 2026 l'albero non ha prodotto nuove foglie.

Per la celebre "Major Oak", come è stata battezzata questa farnia millenaria, il de profundis era già stato suonato nel 2024, ma all'epoca si rivelò un falso allarme: questa volta, purtroppo, non c'è stato scampo.

Con i suoi oltre mille anni di vita, la quercia rappresentava uno dei simboli naturali più iconici non solo della regione, ma dell'intero Regno Unito. Secondo la tradizione, sarebbe stata proprio la cavità del suo immenso tronco a offrire riparo a Robin Hood e alla sua banda di allegri fuorilegge durante le rocambolesche fughe dalle grinfie dello sceriffo di Nottingham.

La leggenda, alimentata nei secoli da romanzi e produzioni cinematografiche, ha trasformato questo albero maestoso in una vera e propria meta di pellegrinaggio turistico, richiamando milioni di visitatori da ogni angolo del globo.

Un monumento della natura in declino da secoli

Sebbene la sua fama sia esplosa soprattutto nell'immaginario collettivo legato all'arciere di Sherwood, gli esperti avevano già diagnosticato un lento e inesorabile declino per questa pianta secolare già a partire dalla fine del Settecento. La sua longevità, del resto, era già di per sé un'anomalia botanica, considerata la fragilità che accomuna molti alberi quando superano la soglia dei mille anni.

La combinazione di ondate di calore sempre più frequenti, periodi di siccità prolungata e la sua stessa struttura imponente hanno contribuito a minare la stabilità e la salute dell'albero, rendendo ogni primavera un momento di attesa per i custodi del parco.

Per decenni, l'RSPB e altre associazioni ambientaliste hanno messo in campo interventi di sostegno e preservazione per tentare di arginare l'inevitabile. Sono state installate strutture di sostegno per i rami più pesanti, per alleggerire il carico sul tronco ormai svuotato dal tempo, e sono stati effettuati controlli costanti del terreno per garantire le migliori condizioni possibili. Purtroppo, l'età avanzata e i cambiamenti climatici hanno avuto la meglio su ogni sforzo umano, portando l'albero a non germogliare più.

Addio a un testimone della storia inglese

La mancata fioritura primaverile di quest'anno è stata quindi il segnale definitivo per i biologi, che hanno potuto ufficializzare la morte di quello che è stato per secoli un testimone silenzioso della storia inglese. Non si tratta soltanto di una perdita paesaggistica, ma di un lutto per la memoria culturale del paese, data la stretta correlazione tra la maestosa quercia e la leggenda di Robin Hood.

Nonostante ciò, l'albero continuerà a rimanere in piedi ancora per molto tempo, come testimone della sua stessa storia, proprio perché i suoi resti legnosi rappresentano un habitat insostituibile per numerose specie di insetti, funghi e piccoli animali.

Gli ambientalisti dell'RSPB hanno assicurato che continueranno a monitorare l'area circostante e che il sito rimarrà comunque un luogo di interesse naturalistico. La scomparsa delle foglie, infatti, non cancella il fascino di questa antica farnia, che resta un monumento naturale da preservare e studiare, anche solo per comprendere l'impatto del tempo e delle condizioni climatiche su specie arboree di tale longevità.

Per i milioni di turisti che ogni anno varcano i confini della foresta di Sherwood, l'emozione di trovarsi davanti a questa immensa struttura vegetale resterà immutata, arricchita ora dal valore simbolico di un gigante che ha visto passare più di dieci secoli di storia.

La quercia che ha ispirato la leggenda dell'eroe fuorilegge ha chiuso il suo ciclo vitale, ma la sua immagine rimarrà impressa nell'immaginario collettivo, alimentando ancora per anni il mito di Robin Hood e della sua foresta incantata.

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