La quercia di Robin Hood è morta dopo oltre mille anni: pesano caldo, siccità e la pressione dei turisti

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   La "Major Oak", l'imponente quercia della foresta di Sherwood resa celebre dal legame con la leggenda di Robin Hood, è morta. Gli esperti della Royal Society for the Protection of Birds (RSPB), l'ente che gestisce l'area, ne hanno dato l'annuncio dopo che, nella primavera del 2026, lo storico albero non ha prodotto alcuna nuova foglia, segnando così la fine di un ciclo vitale la cui durata è stimata tra gli 800 e i 1.200 anni.

La notizia, che arriva dopo anni di visibile declino nonostante i continui sforzi per preservarlo, rappresenta la fine di un'era per uno dei monumenti naturali più celebri del Regno Unito.

La "Major Oak", con la sua chioma che raggiungeva i 28 metri di diametro e una circonferenza del tronco di circa 11 metri, era considerata una delle querce più grandi e antiche d'Inghilterra. Il suo nome deriva dal maggiore Hayman Rooke, un ex soldato britannico che la menzionò in un libro del 1790, contribuendo a scatenare le prime ondate di turismo verso la foresta.

La sua fama, però, è indissolubilmente legata alla figura dell'eroe leggendario Robin Hood, che si dice avesse utilizzato il tronco cavo dell'albero, una cavità in realtà causata da funghi, come nascondiglio per sfuggire allo sceriffo di Nottingham.

Le cause della morte

La RSPB ha dichiarato che è impossibile individuare una singola causa per il decesso della quercia, ma che si è trattato piuttosto di una "complessa combinazione di fattori". Tra questi, un ruolo determinante è stato giocato dal cambiamento climatico, con le recenti ondate di caldo e le prolungate siccità che hanno aggravato le difficoltà che un albero di quell'età si trova naturalmente ad affrontare.

Reg Harris, un esperto che ha monitorato la salute della pianta per la RSPB, ha sottolineato come il declino più recente abbia coinciso con cinque estati molto calde e secche, in particolare quella del luglio 2022, quando il Regno Unito ha registrato temperature record di 40 gradi Celsius.

A questo si è aggiunto l'impatto massiccio del turismo. Per secoli, milioni di visitatori hanno calpestato il terreno intorno alla quercia, compattando il suolo sabbioso fino a renderlo duro come il cemento e impedendo all'acqua, all'ossigeno e ai nutrienti di raggiungere l'apparato radicale. Gli esperti hanno scoperto che il suolo era diventato "ostile" e che l'apparato radicale era più piccolo del previsto, un danno che, nonostante gli sforzi degli ultimi anni per migliorare l'ambiente attorno all'albero, si è rivelato troppo profondo per essere completamente invertito.

Anche gli interventi umani, seppur ben intenzionati, per preservare la sua imponente chioma nel corso degli anni, con l'uso di cavi, puntelli in legno e metallo, e persino lastre di piombo e fibra di vetro, hanno finito per contribuire al suo deperimento.

Un monumento che rimane in piedi

Nonostante la sua morte biologica, la "Major Oak" continuerà a ergersi nel cuore della foresta di Sherwood. La RSPB ha annunciato che l'albero rimarrà al suo posto come "monumento naturale" per i visitatori e continuerà a svolgere un ruolo cruciale per l'ecosistema, fornendo un habitat prezioso per la fauna e gli insetti per decenni, o forse secoli, mentre si decompone lentamente. La sua eredità, inoltre, vivrà attraverso le numerose ghiande e talee che sono state coltivate in tutto il mondo, garantendo che la sua progenie possa generare nuove leggende per le generazioni future.

La morte della "Major Oak" rappresenta una perdita culturale e storica immensa per la Gran Bretagna, un simbolo che ha ispirato storie, arte e un legame profondo con la natura per più di un millennio. La sua scomparsa richiama l'attenzione sulla fragilità di questi giganti secolari e sulla necessità di una maggiore protezione e di una gestione più sostenibile del turismo per preservare il patrimonio naturale. Gli esperti ora sperano che le preziose lezioni apprese dalla sua lunga e travagliata storia possano essere applicate per salvare altri alberi antichi in tutto il paese.

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