Il Frosinone di Alvini tiene il passo della Juventus: dieci punti e un progetto made in Italy
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Redazione Sport
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Il Frosinone di Massimiliano Alvini continua a stupire. Dopo cinque giornate di Serie A, la squadra ciociara ha raccolto dieci punti, gli stessi della Juventus, e occupa il sesto posto in classifica grazie alla vittoria per 2-0 sul Como firmata dalle reti di Calò e Kvernadze. Un rendimento che colloca i giallazzurri nelle zone alte della graduatoria, a ridosso del gruppo di testa formato da Roma, Inter e Lazio, tutte ferme a quota tredici.
Alvini rappresenta un caso più unico che raro nel panorama della massima serie. È uno dei pochissimi allenatori ad avere un profilo su LinkedIn, piattaforma sulla quale ha descritto il proprio percorso con cifre precise: 881 panchine ufficiali, otto promozioni conquistate sul campo e quattro esoneri. La sua carriera è iniziata nel 1995 con la squadra del suo bar a Fucecchio, gli Amatori Calcio Ferruzza, e da lì si è sviluppata attraverso tutte le categorie del calcio italiano, dagli Amatori alla Promozione, dall'Eccellenza alla Serie D, fino alla Lega Pro e poi alla Serie A e B.
Tra il 2008 e il 2015 ha guidato il Tuttocuoio, realtà di Ponte a Egola, portandolo dalla Promozione fino alla Serie C e vincendo nel 2010 un triplete dilettanti composto da campionato di Eccellenza, Coppa Italia regionale e scudetto dilettanti. Fino al 2013 ha affiancato all'attività di allenatore il lavoro di rappresentante per un'azienda di suole per scarpe.
Il progetto tecnico costruito da Alvini si distingue anche per la composizione della rosa. Nella partita contro il Genoa, il Frosinone ha schierato nell'undici iniziale sette giocatori italiani, più di qualsiasi altra formazione scesa in campo in quel turno. Tra loro il portiere Lorenzo Palmisani, i difensori Gabriele Calvani, Giorgio Cittadini e Gabriele Bracaglia, i centrocampisti Giacomo Calò e Patrizio Masini e l'attaccante Antonio Raimondo.
Si tratta di una squadra giovane, con un'età media di 23,9 anni, la seconda più bassa del torneo dopo il Monza, e con nove titolari che erano già presenti nella rosa della scorsa stagione, quella che ha centrato la promozione diretta in Serie A.
Lunedì 21 settembre, nella sala Gonfalone di Palazzo del Pegaso a Firenze, il Consiglio regionale della Toscana ha consegnato una targa celebrativa a Massimiliano Alvini e al direttore sportivo Renzo Castagnini. La presidente dell'assemblea legislativa, Stefania Saccardi, ha letto le motivazioni del riconoscimento, definendolo un premio per la prestigiosa carriera professionale e per il risultato sportivo conseguito alla guida del Frosinone Calcio, culminato con la promozione in Serie A.
I due, separati da ottanta chilometri di distanza tra Fucecchio e Reggello, sono accomunati dalle origini toscane e da un percorso costruito attraverso competenza e perseveranza. Il vicepresidente del Consiglio regionale, Antonio Mazzeo, che ha proposto l'onorificenza, ha sottolineato come il Frosinone rappresenti oggi una delle realtà più interessanti del calcio nazionale per la capacità di investire sui giovani e valorizzarli.
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